Coronavirus, Napoli: sequestrate oltre ventimila mascherine

Coronavirus, in quattro comuni le Fiamme gialle hanno impedito la vendita di materiale senza requisito e sanzionato due persone

Coronavirus
Auto Guardia di FInanza (foto pagina Facebook)

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato più di ventimila mascherine e ventidue presunte tute protettive realizzate senza autorizzazione.

Il sequestro è avvenuto in quattro diversi comuni della provincia, Pompei, Gragnano, Santa Maria la Carità e Casalnuovo in tre diversi momenti.

Il materiale non aveva istruzione in lingua italiana ma solo inglese e cinese e non rispettavano i requisiti necessari a garantire la sicurezza come le mascherine FFP2 sequestrate a Gragnano che facevano parte di un’attività all’ingrosso.

Dalla città dei pastai è nata la prima operazione che poi si è spostata a Pompei dove nel deposito della stessa società operante all’ingrosso sono state trovati altri dispositivi privi di requisiti come le prime.

Per questo filone è stato sanzionato un uomo di cinquantuno anni di Potenza, rappresentante legale della società.

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Coronavirus, a Casalnuovo un ambulante aveva delle tute protettive

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Per quanto riguarda l’operazione di Santa Maria la Carità la vendita delle mascherine, circa 2800, era al dettaglio e in particolare nel commercio online: anche in questo caso i dispositivi di sicurezza non avevano istruzioni in lingua italiana. Come per l’operazione di Gragnano c’è stata la sanzione al titolare, un uomo di quarantanni residente in città.

Infine sanzione anche per un uomo di quarant’anni di Casalnuovo di Napoli: si tratta di un ambulante che aveva 4500 mascherine e ventidue tute “protettive” realizzate senza alcun rispetto delle norme.

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