Bonifiche ambientali, 43 milioni di danni allo Stato: a giudizio Bassolino

Danni allo Stato per 43 milioni di euro: è la somma costata ai cittadini per la bonifica del litorale flegreo e agro-aversano, affidata dalla Regione Campania, all’epoca della giunta Bassolino, alla ditta Jacorossi imprese Spa. Proprio l’ex governatore, insieme ad altre 16 persone, ha ricevuto nei giorni scorsi un atto di citazione in giudizio, atto conclusivo dell’indagine condotta dalla Corte dei Conti regionale sulle bonifiche ambientali.

Ma non c’è solo Antonio Bassolino tra gli esponenti di spicco raggiunti dall’atto di citazione: tra i nomi compare anche quello di Willer Bordon, ex ministro, e Raffaele Morese, ex sottosegretario. L’operazione, denominata Nimby (‘non nel mio giardino’), ha messo nel mirino il contratto stipulato tra la Jacorossi, la Regione e il Commissariato per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque della Regione Campania che aveva come punto cardine gli interventi di bonifica dei siti inquinati del litorale domizio-flegreo e agro versano.

Secondo quanto appurato dalle indagini, l’appalto era stato affidato senza nessuna gara pubblica e in assenza della certificazione Soa, ma non solo: l’aggiudicazione era avvenuta nonostante il parere negativo espresso dagli uffici ministeriali competenti e dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente che lamentavano una mancanza di informazioni nel progetto presentato dall’azienda.

Inoltre Commissariato di Governo e Regione, secondo quanto rivelato dalle indagini, hanno accettato obblighi a cui sapevano di non poter far fronte: ciò ha portato a costi non preventivati e a una serie di contenziosi con la stessa Jacorossi Spa chiusi con un accordo con il quale Commissariato e Regione hanno riconosciuto un risarcimento di 21,8 milioni di euro all’azienda. Proprio i quasi 22 milioni di euro di danni riconosciuti all’impresa fanno parte, insieme ai 17 milioni di costi aggiuntivi e ai 4 milioni di euro della cassa integrazione ai lavoratori socialmente utili nei periodi di fermo delle attività di bonifica, dei 43 milioni di euro di danni provocati ai danni dello Stato.