Nota disciplinare a bambino autistico: “Dorme in classe”

scuola media
Una nota disciplinare scritta per un bambino autistico segnala che questi “dorme in classe”.

È quanto accade all’istituto paritario Sacro Cuore di Napoli.

Questo il testo della segnalazione ai genitori di Enrico, un ragazzino dodicenne autistico: “La informo che suo figlio Enrico è risultato impreparato all’interrogazione anche se era stato avvisato sia da me che da suor Claudia con ampio anticipo. In più, la scorsa settimana, per tutta l’ora non ha fatto altro che dormire profondamente. Sarebbe meglio che studiasse gli argomenti schematizzandoli attraverso mappe o sintesi perché non riscontro alcun passo in avanti nella sua preparazione”.

Gli operatori socio sanitari ricordano che per tutti gli autistici il percorso disciplinare e scolastico si differenzia da quello di tutti gli altri alunni. Lo studente, in questo caso, va stimolato e a poco servono le “frustrazioni” che, al contrario, “possono determinare gravi problemi anche in ambienti extrascolastici”.

È il presidente dell’associazione Tutti a scuola, Toni Nocchetti, a segnalare il caso, portato all’attenzione del ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini: “Chiediamo un’immediata ispezione nell’istituto e nelle altre scuole paritarie in Campania. Per legge, sono tenuti ad adeguarsi agli standard di quelle pubbliche per ottenere i contributi statali. Ciò significa che gli istituti devono garantire per legge che i bambini disabili possano frequentare le lezioni con profitto”.

maria stella gelmini

Mentre la preside dell’istituto non rilascia dichiarazioni per non violare la privacy del minore, l’insegnante rende noto che il rendimento dell’alunno regredisce, perché “poche ore di sostegno determinano il fallimento didattico”.

La mamma di Enrico, a tal proposito, spiega che dallo scorso 22 dicembre, il figlio veniva seguito solo da una volontaria dell’associazione Avog, mentre “da quando si è concluso il progetto, la scuola ripete che non può provvedere perché non ha abbastanza fondi. Così la nota sul diario si rivela essere soltanto l’ultima tappa della nostra via crucis”.

L’iscrizione dell’alunno è segnata, infatti, da una storia piuttosto travagliata, in quanto non si era provvisti di insegnanti di sostegno.

Ragion per cui, “la scuola avrebbe accettato mio figlio solo nel caso in cui io sarei stato disposto a pagare di mia tasca la somma di 1500 euro per lo stipendio dell’insegnante”.

Nonostante la riammissione in seconda media, i genitori del ragazzo sono pronti ad un ricorso per risolvere l’annoso problema, in collaborazione con l’avvocato dell’associazione Tutti a scuola.