Studente di Viareggio: morto per mix droga e alcool

ambulanza
I sospetti sono confermati: lo studente di Viareggio morto sabato scorso a Napoli aveva assunto droga e alcool.

Un letale mix di sostanze stupefacenti, presumibilmente di qualità infima, e di bevande ad alto tasso alcoolico avrebbero portato Samuele Tofanelli, studente ventenne, ad un malore mortale.

Dalle indagini si profila un’ulteriore terribile scenario: probabilmente le persone che avevano per prime soccorso Samuele, ovvero i suoi compagni di gita, hanno tardato a chiamare l’ambulanza.

Il ventenne era originario di Torre del Lago, frazione di Viareggio, provincia di Lucca. Frequentava un istituto d’arte e si trovava a Napoli per una gita, in compagnia di alcuni amici. Soggiornavano al Magri’s Hotel di via Galileo Ferraris, nei pressi della stazione centrale di Napoli.

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Gli inquirenti avevano intuito sin dal principio che tra le cause del malore, cui è seguito in breve tempo il decesso, vi era l’assunzione di sostanze stupefacenti. Un presunto droga-tour a Scampia, piazza di spaccio tra le più tristemente conosciute anche al di fuori del territorio campano.

Nonostante la campagna di sensibilizzazione sul tema, infatti, attuata tramite denunce su libri quali Gomorra, di Roberto Saviano, che dedicava grande spazio alla quartiere, è da segnalare una tendenza alternativa. Se, da un lato, la popolarità di un luogo così frequentato e denunciato ha portato, nel corso del tempo, a numerosi blitz e alla consapevolezza, da parte degli onesti cittadini di Scampia, di poter pretendere di più dalle istituzioni, dall’altra non si può ignorare il tour che turisti e studenti compiono, ogni giorno, per accaparrarsi una dose a prezzo stracciato.

Si sospetta che Samuele, in compagnia degli amici, abbia visitato proprio le Vele, o qualsiasi altro vicolo oscuro delle zone sopraindicate per favorire il cosiddetto sballo.

In più, la scioccante rivelazione proveniente da alcune fonti investigative: con tutta probabilità qualcuno, forse per paura di essere coinvolto nel pasticcio combinato dalla combriccola, avrebbe tardato a chiamare l’ambulanza.

Una telefonata che avrebbe potuto salvare Samuele, una fatalità che è stata, forse, più letale del mix di droga e alcool.

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