Vigili corrotti per voti: la base al mercato di Poggioreale

mercato napoli
Proseguono le indagini per l’inquietante compravendita dei voti da parte di vigili corrotti.

Provenienti dal comando di via Giaxa, vi sono già dieci gli indagati che avrebbero chiesto voti e consensi per le amministrative in cambio della riduzione o estinzione di multe a commercianti.

Si scopre, ora, una delle basi dove l’operazione riscuoteva maggior successo: i mercati di Poggioreale.

Mancanza di licenze, di scontrini fiscali, vendita di griffe false: tutto consentito in cambio di un plico contenente 200/250 nomi da compilare e restituire. Il gruppetto di vigili corrotti apparteneva al comando di via Giaxa.

vigili

Per mesi interi qualcuno aveva coperto l’intero mercato, la vendita di merce contraffatta in cambio di un concreto sostegno per un posto speciale a Palazzo San Giacomo. Qualora agenti onesti avessero rivelato irregolarità o avessero sanzionato pesantemente un commerciante, ecco che arrivava il gruppo di vigili corrotti a ridurre la pena o trovare un qualsiasi modo per estinguere la multa.

L’obiettivo principale risiedeva nel raccogliere consensi dal basso, dalla voce popolare, insomma da coloro che per stare tranquilli non tardano a piegarsi al ricatto. Inquietante che le modalità fossero completamente organizzate e gestite dalla forze dell’ordine, ovviamente.

Con le indagini tuttora in corsa si scopre, inoltre, che ci sono commercianti che occupano i propri spazi commerciali da anni, pur fornendo merce contraffatta e griffe false, senza versare un centesimo al Comune: centinaia di migliaia di euro di cui le casse di Palazzo San Giacomo avrebbero potuto godere qualora vi fossero stati venditori onesti e, soprattutto, non corrotti dai vigili stessi.

Al centro dell’intera operazione, poi, vi è anche la figura del boss: un sottufficiale che prende le redini del gioco, supervisionando l’intero sistema di compravendita.

Insomma, un gruppo consistente, seppur minimo rispetto ai vigili onesti, intenti a giustificare ogni tipo di illegalità per il proprio tornaconto, quasi un’associazione a delinquere, appunto: ipotesi da cui si muove l’indagine.