Comune in rosso: niente soldi per stampare multe

multe
La polizia municipale è sprovvista di divise, cappellini e carta su cui stampare le multe.

Il comandante Luigi Sementa espone le tre emergenze fondamentali su cui riversa la crisi tra gli agenti, frutto di una sostanziale mancanza di fondi erogati dal Comune di Napoli.

I nuovi assunti, provenienti in gran parte dal maxiconcorso di dicembre, hanno potuto indossare le proprie divise grazie all’ultima spesa affrontata presso il comando di via Giaxa. Per i 63 neo assunti, invece, il Comune non ha soldi per comprare palette, cappellini e divise, ed è il primo caso in Italia. Per ora, si cerca di far fronte al problema organizzando delle collette tra i vigili stessi e i sindacati.

Un’altra urgenza riguarderà i prossimi seggi elettorali. Il comandante Luigi Sementa ha ricevuto disposizioni precise in merito al prossimo spoglio, ovvero, saranno in servizio solo i vigili in divisa. Esclusi tutti coloro che ne saranno sprovvisti. Due le conseguenza negative di tale decisione: mancanza di sicurezza e ordine pubblico, impossibilità da parte dei vigili stessi di lavorare o operare servizi straordinari.

luigi sementa

Infine, il problema forse più emblematico: manca la carta su cui stampare le multe ed imbustarle. La ditta che fornisce questo genere di servizio alla polizia municipale, la Imbaplast, ha ottenuto la sua legittima retribuzione fino al 2009. Qualche mese fa è stata inviata, dal titolare, una mail per avvertire del mancato pagamento, da Palazzo San Giacomo l’ultima retribuzione, 150.000 euro, risaliva alla fine del 2009. Quasi due anni di arretrati, hanno costretto il titolare a bloccare temporaneamente il servizio.

Secondo un calcolo, quindi, i verbali scritti dopo il 21 dicembre 2010, inviati poi alla ditta per l’imbustamento, sono in realtà bloccati. Entro 90 giorni, se non notificata, la sanzione va in prescrizione, per cui c’è da sperare che l’emergenza sia affrontata nel corso dei prossimi tre mesi.

Un punto di vista difficilmente condivisibile, forse, da parte dei cittadini, almeno per l’ultima emergenza.

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