Regime forfettario, una conferma e due novità: cosa cambia per le partite Iva

Il Governo è pronto ad annunciare importanti novità e conferme per le partite Iva in regime forfettario: i punti di discussione

Sono tante le possibili novità discusse in questi giorni dai vari partiti politici. Rimane il regime forfettario al 15% per le partite Iva con ricavi e compensi entro i 65 mila euro, sarà abolita l’Irap per gli studi associati e le società di persone.

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Tutte le novità sul tavolo del Governo: dal regime forfettario all’abolizione Irap (via pixabay)

Queste sono alcune delle principali novità che sarebbero state affrontate dal Ministero dell’Economia con i gruppi della maggioranza di governo. Il governo, al lavoro sulle modifiche per la legge di delega fiscale, avrebbe scelto di rimanere invariata la disciplina dell’attuale regime forfettario. Questo è quanto riportato da ItaliaOggi.

Il tema, al momento, sarebbe ancora fortemente dibattuto dalle principali forze politiche: centrodestra, Pd e Lega. Attualmente i tecnici del Mef non avrebbero alcuna intenzione di modificare la disciplina del regime forfettario. Inoltre, ItaliaOggi anticipa l’ipotesi di un’eventuale “exit tax” per chi supera il tetto massimo dei 65 mila euro. Attualmente, non sono stati ancora chiariti tutti i dettagli, ma potrebbe esserci uno scivolo di due anni senza modificare la tassazione, e successivamente approdare in un regime fiscale ordinario.

Tutte i possibili interventi sul tavolo del Governo

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Tutti i dettagli (via pixabay)

Nel 2022 per coloro che intendono aprire la partita iva o vuole proseguire in regime fiscale forfettario per una attività già in essere, varranno i requisiti del 2021. Il regime forfettario rappresenta uno dei regimi fiscali sostitutivi dell’IRPEF. Possono beneficiarne i titolari di partita IVA che, nel rispetto dei requisiti previsti, beneficiano di una tassazione agevolata del 15%, che scende al 5% nel caso di nuova attività. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che l’imposta unica del 15% stabilita per le partite Iva, prenderà il posto delle imposte sui redditi, le addizionali (regionali e comunali) e l’Irap.
Tuttavia, per poter beneficiare di tale regime, sarà necessario:

  • non aver conseguito ricavi o compensi oltre i 65 mila euro.
  • non aver sostenuto spese che superino i 20 mila euro per lavoro accessorio, compensi a collaboratori e lavoro dipendente
    Inoltre, è stabilito anche l’obbligo di avere la residenza in Italia, oppure in uno Stato membro dell’Unione europea o di un Paese che aderisce allo Spazio economico europeo, che consenta di produrre nel nostro Paese quanto meno il 75% del reddito.
    Infine, tra le possibili proposte ci sono due possibilità novità:
  • l’abolizione dell’Irap per gli studi associati e le società di persone
  • una riforma delle ritenute d’acconto. La proposta è quella di prevedere un prelievo mensile da gennaio a giugno.