Netflix blocca tutto: lo streaming non è più disponibile

Netflix blocca tutto nel Paese, lo streaming del colosso internazionale non sarà più disponibile. Titoli saltati e produzioni ferme da oggi.

Una decisione storica che fa seguito a quella di altri colossi americani dell’industria dell’intrattenimento, da Disney a Warner Bros, Sony e Universal. Cinema, film, serie, ma anche la musica di Spotify è destinata allo stop.

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L’invasione russa in Ucraina e la guerra che ne è scaturita ha scosso l’intero mondo e non solo l’Europa, attaccata proprio nel cuore del continente. I Governi centrali scelgono le sanzioni economiche per isolare l’economia della Russia, numerose aziende private hanno scelto di condannare le azioni di Vladimir Putin. Così Netflix segue le orme di Disney, Universal, Sony e Warner Bros. I colossi americani dell’intrattenimento hanno annunciato nei giorni scorsi che non avrebbero distribuito in Russia i film in uscita: Turning Red della Pixar, i film dei supereroi The Batman e Morbius (rispettivamente Warner Bros e Sony).

Netflix – fa sapere Variety – ha deciso di sospendere qualsiasi produzione russa per il prossimo futuro con effetto immediato. Una presa di posizione importante contro la Russia per le azioni militari che sta conducendo in Ucraina dallo scorso 24 febbraio. Una settimana di conflitto già costata la vita a migliaia di persone, per la maggior parte civili. La società di streaming californiana non solo ha bloccato le future acquisizioni di titoli russi, ma non rilascerà nemmeno quelle già in programma.

Netflix blocca lo streaming: non disponibile nel Paese

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Netflix streaming (Pixabay)

A breve ci sarebbero stati quattro titoli nel catalogo Netflix nati da produzioni russe. Le riprese della serie thriller (tra i contenuti previsti) sono state bloccate. Si sarebbe trattato della seconda serie originale Netflix Russia dopo Anna K. La trama di Anna K: Una socialite sposata inizia una storia d’amore con l’affascinante erede dell’impero dell’alluminio. Rivisitazione contemporanea del romanzo “Anna Karenina” di Lev Tolstoj.

Mentre il cinema e lo streaming volgono le spalle alla Russia, un altro duro colpo viene assestato da Spotify. Il servizio musicale svedese leader nel settore dello streaming musicale ha chiuso a tempo indeterminato i suoi uffici in Russia. Dietro questa decisione c’è una duplice motivazione: la condanna dell’invasione dell’Ucraina e la necessità di garantire la sicurezza dei dipendenti.

L’accesso alle informazioni è più importante che mai in questo periodo, fanno sapere i portavoce di Spotify. Per questo motivo l’azienda ha riesaminato migliaia di contenuti caricati dall’inizio della guerra e ha limitato la reperibilità di quelli riconducibili ai media statali russi. Un gesto indispensabile perché si possa “assicurare che Spotify continui a servire come importante fonte globale e regionale di notizie” in un momento storico così delicato.