Ischia, operazione della Guardia di Finanza: sequestro milionario

Operazione della guardia di Finanza anche ad Ischia. Infatti nell’isola partenopea, i baschi verdi hanno compiuto un sequestro milionario. 

Ischia
La caserma dei finanzieri nell’Isola napoletana (via Guardia di Finanza)

Nuova operazione della Guardia di Finanza ad Ischia, che ha eseguito un sequestro milionario ai danni di diversi albergatori. Infatti i soggetti in questione non pagavano l’imposta IVA ai propri dipendenti. La frode in questione è andata avanti per anni prima di essere scoperta dai finanzieri locali della Tenenza, che insieme ai colleghi i del Comando Provinciale hanno eseguito un sequestro dal valore di un milione di euro. A richiedere il provvedimento ci ha pensato la Procura di Napoli.

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A disporre l’operazione, invece, ci ha pensato il Gip del capoluogo campano. Per questo motivo i finanzieri hanno disposto un sequestro nei confronti di una società operante nel settore alberghiero e della ristorazione all’interno dell’Isola. Stando all’operazione, la società avrebbe omesso costantemente di versare le ritenute d’imposta sulle retribuzioni dei dipendenti, provocando un danno milionario. Andiamo quindi a vedere tutti i dettagli dell’operazione avvenuta stamattina.

Ischia, sequestro da un milione di euro: intervento della Guardia di Finanza

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L’operazione dei finanzieri questa mattina (via Foto Facebook Fiamme Gialle)

L’operazione è stata possibile grazie agli approfondimenti dei finanzieri, che hanno così individuato i gestori della società. Infatti i responsabili hanno continuato ad operare anche dopo il decesso dell’anziano proprietario. Proprio per questo motivo il provvedimento di sequestro è stato esteso anche nei confronti dei gestori di fatto della società. A dare una svolta nelle indagini ci hanno pensato le acquisizioni di documenti, audizioni di persone informate sui fatti ed analisi della documentazione contabile.

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Tutto ciò ha permesso di dimostrare che le decisioni sulla conduzione dell’azienda, e di conseguenza anche sulle omissioni del versamento, venivano mascherate dal nome dell’anziano proprietario deceduto oramai da tempo. Il sistema creato dai gestori rischiava di rendere vano sia le azioni penali che quelle fiscali, nonostante l’evidente danno ai danni dell’erario.