Whirpool, a Napoli nuovo blocco stradale dei lavoratori

Whirpool, i lavoratori bloccano lo svincolo autostradale a San Giovanni a Teduccio: oggi previsto un nuovo incontro

Screen video Fiom Napoli

I lavoratori Whirpool sono ancora in strada. La mobilitazione degli operai dello stabilimento di via Argine di Napoli, chiuso ufficialmente lo scorso 31 ottobre, continua e i dipendenti non si danno per vinti. Oggi è stato bloccato lo svincolo autostradale di San Giovanni a Teduccio.

La mobilitazione è avvenuta al termine di un’assemblea che c’è stata questa mattina in vista del tavolo che ci sarà nel pomeriggio di oggi a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico. Gli operai sono partiti dalla fabbrica dove vorrebbero tornare a lavorare per garantire un futuro a loro stessi e alle proprie famiglie. A piedi di sono diretti al vicino svincolo autostradale bloccando il traffico.

Non è la prima volta che i lavoratori manifestano in questo modo e proprio quello svincolo è stato in questi mesi già teatro delle loro proteste con blocchi con l’occupazione della carreggiata.

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Whirpool, oggi incontro a Roma

Whirlpool Napoli lavoratori
Le proteste degli ex lavoratori della multinazionale (Getty Images)

Con l’incontro di oggi i sindacati vogliono evitare il licenziamento collettivo che scatterà il 2 luglio, aveva spiegato nei giorni scorsi la segretaria della Fiom Barbara Tibaldi che si è detta di essere pronta alla mobilitazione generale con tutti i lavoratori, minacciando di bloccare tutto perché non vogliono sottostare a nessun ricatto.

Nel mirino dei lavoratori anche il governo Draghi, accusata di sottostare alla volontà della multinazionale americana. La patata bollente della Whirpool è passato dal governo Conte a quello di Draghi ma nessuno al momento è riuscito ad aprire uno spiraglio che possa riaprire il dialogo.

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Lo scorso 18 giugno nei sette stabilimenti del gruppo Fim, Fiom e Uilm avevano proclamato 8 ore di sciopero contro i licenziamenti e la chiusura del sito di Napoli. Alta era stata l’adesione. A Varese, ad esempio, il 100% dei lavoratori aveva aderito in solidarietà con i colleghi partenopei che continuano a lottare.