Napoli, apre il primo ristorante con i migliori piatti da tutto il mondo

A Napoli è in arrivo un nuovo locale che promette di rivoluzionare l’esperienza dei clienti. Tra i punti di forza un menù internazionale.

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Un nuovo ristorante apre i battenti in città (Profilo Facebook NOA)

Si chiama NOA e già il nome è tutto un programma. Sul sito il nome del locale viene spiegato così: “E’ una parola di origine polinesiana che indica, in una cultura, tutto ciò che è libero da sfaccettature ed è lecito, opponendosi ai divieti legati al fare, mangiare e desiderare“. Insomma la volontà è quella di rompere gli schemi e creare qualcosa di nuovo ma altrettanto unico.

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In via Filangieri si cerca di creare un ristorante che possa coniugare le cucine provenienti da tutto il mondo. Oltre alla tradizione, infatti, sarà possibile gustare ed assaggiare cibi provenienti dal Giappone al Perù, passando per il Messico e il Brasile senza disdegnare la Francia ed il Marocco.

Napoli, l’idea nata da un gruppo di imprenditori napoletani

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Prevista anche una zona lontana da occhi indiscreti (Profilo Facebook NOA)

A credere in questo progetto sono un gruppo di imprenditori napoletani, capitanati da Stefano Vitucci. Quest’ultimo si è affidato, dopo una lunga ed attenta selezione, alla guida esperta di Giuseppe Gendolavigna come general manager, Alex Pochynok come executive chef, Flora Manzo come sommelier e Luca Spano come barman. Sono stati scelti dunque profili nazionali ed esteri, che promettono di soddisfare anche il palato più esigente.

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Gli interni sono disegnati dall’architetto Francesca Faraone, che ha voluto disegnare un salotto nel salotto nella città partenopea. Un’atmosfera che si preannuncia come intima ma con tocchi di verde che ravvivano l’ambiente. NOA vanta anche un ampio spazio all’aperto, dove cenare lontano dal caos ed in piena quiete. Come il cibo, anche la scelta dei vini si basa su un catalogo internazionale. Il tutto è frutto della sommelier che ha acquisito molta esperienza negli scorsi anni. Tra le proposte spuntano anche alcuni vini di Cile, Francia, Marocco e della California, meno conosciuti in Italia ma che riscuotono molto successo all’estero.