Xiaomi rimossa dalla blacklist americana: cosa cambia

Xiaomi, il Tribunale della Columbia cancella le restrizioni: cambio di rotta con Biden e buone notizie per gli investitoti

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Xiaomi, ora è possibile di nuovo investire nell’azienda cinese (Getty Images)

Si è concluso il caso della Xiaomi che alla fine del mandato del presidente americano Donald Trump su era trovata sulla blacklist americana dal Dipartimento di Difesa. La notizia è stata diffusa dalla stessa azienda che ha fatto sapere di essere stata rimossa dal Tribunale distrettuale di Columbia dall’elenco delle Compagnie militari cinesi comuniste (CCMC).

Così è stato dunque revocato il divieto di acquisto dei titoli e ora sarà di nuovo possibile comprare i titoli. L’ordine del Tribunale è datato ieri e la notizia è stata accolta con entusiasmo dagli investitori tanto che in borsa aveva guadagnato già il 4%. La decisione segna un chiaro cambiamento di rotta dell’amministrazione di Joe Biden rispetto alla precedente repubblicana. Ora nella blacklist ci sono ancora 31 aziende.

Nella nota diffusa l’azienda ha ringraziato “per la fiducia e il sostegno” gli utenti globali, partner, dipendenti e azionisti ribadendo la sua natura di società “aperta, trasparente, quotata in borsa e gestita in modo indipendente”.

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Perché Xiaomi fu messa nella blacklist

Il co-fondatore della Xiaomi Lei Jun (Getty Images)

L’inserimento della blacklist avvenne a gennaio scorso perché l’azienda fu accusata di lavorare con l’esercito cinese. Oltre al divieto di comprare i titoli ci fu anche l’obbligo di vendere quelli già acquistati. Dopo due mesi si scoprì per quale motivo Xiaomi su inserita nella blacklist.

L’azienda fece ricorso e nella motivazione il tribunale americano scrisse che il co-fondatore Lei Jun nel 2019 fu insignito di un premio, Outstanding Builder of Socialism with Chinese Characteristics. Gli fu conferito dal Ministero dell’industria e dell’informazione tecnologica cinese (MIIT). Per chi prese la decisione a gennaio l’evento di due anni prima avrebbe dimostrato la collaborazione con le forze armate cinesi.

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Un’altra motivazione fu l’investimento di 7,7 miliardi di dollari da parte della Xiaomi nelle reti 5G e nell’intelligenza artificiale. Questi strumenti, secondo la Casa Bianca guidata da Trump, sono usati dai militari per le operazioni di spionaggio e così la Xiaomi sarebbe state collaborativa nei piani militari.