Campania, passo verso la zona bianca: chiudono i primi reparti Covid al Cardarelli

La Campania è sempre più vicina alla Zona Bianca, grazie ad un conteggio sbagliato degli attuali positivi. Il Cardarelli chiude i primi reparti Covid. 

Campania Zona Bianca
Migliora la situazione anche nella nostra Regione (via Getty Images)

Anche la Campania vede la luce in fondo al tunnel e sogna la ‘zona bianca‘. La svolta potrebbe avvenire entro la metà di giugno, con la Regione che insieme alla Lombardia è quella che ha patito di più la pandemia. La Campania quindi potrebbe vivere una stagione estiva più serena, anche grazie all’ottima campagna vaccinale che sta abbattendo la curva pandemica. Una grandissima notizia soprattutto per il turismo, che potrebbe riprendere dopo due anni di stop.

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La situazione coronavirus in Campania, inoltre, sarebbe anche migliore rispetto a quella riportata dai dati. Infatti ci sarebbe stato un errore nella conta dei contagi, con diversi pazienti negativizzati non riportati sulle piattaforme. Il numero dei positivi in più è di 56mila, un’indiscrezione lanciata sia da ‘Il Mattino’, sia da ‘Il Riformista’. A far ben sperare è anche la bassa incidenza dei nuovi contagi, con la regione chè è scesa sotto quota mille ed adesso punta ad avere meno di 500 nuovi positivi al giorno.

Campania, la zona bianca è più vicina: al Cardarelli chiudono i primi reparti Covid

Procida Covid free
La squadra sanitaria ed il sindaco di Procida, da qualche settimana Covid free (via social)

Con l’evidente calo dei contagi cominciano anche a chiudere i reparti Covid, una notizia lieta annunciata dall’Ospedale Cardarelli. Infatti dal prossimo 25 maggio sarà archiviato il primo reparto dedicato alla pandemia, nello specifico il Covid 4. Così nei prossimi giorni il nosocomio provvederà a riorganizzare il personale negli altri reparti.

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Adesso però c’è una grande incognita: cosa ne sarà degli infermieri e operatori socio sanitari precari? Per fronteggiare la pandemia nei mesi più caldi sono state fatte diverse assunzione e adesso si rischia un eccesso di personale. C’è tensione quindi nel personale, con diversi operatori che chiedono un contratto a tempo indeterminato specialmente dopo l’immenso lavoro svolto durante la crisi pandemica.