Omicidio Apicella, chiesti tre ergastoli per gli imputati

Omicidio Apicella, la Procura di Napoli ha avanzato le richieste per l’omicidio dell’agente che provò a sventare una rapina

Pasquale Apicella
Pasquale Apicella

Nel corso nel processo che si sta celebrando a Napoli per la morte di Pasquale Apicella, l’agente di polizia deceduto in servizio nel tentativo di sventare una rapina, la Procura ha chiesto la condanna all’ergastolo ai tre imputati Fabricio Hadzovic, Admir Hadzovic e Renato Adzovic.

I tre dopo aver tentato di rapinare un bancomat provarono a fuggire a bordo della loro auto, un’Audi, e si scagliarono contro la volante della polizia dove c’era l’agente 37enne. Il fatti avvennero l’anno scorso, il 27 aprile, a Capodichino. Omicidio volontario, rapina, ricettazione e resistenza sono le accuse formulate dai pm Curatoli e Battirolo.

Ad uccidere l’agente fu la folle corse dei rapinatori che percorsero la strada controsenso a 140 Km/h com’è emerso dalla perizia. Questo è solo un filone dell’inchiesta. I rapinatori in totale erano quattro: uno di loro, che partecipò al furto ma non all’omicidio, è stato già condannato a sei anni e processato con rito abbreviato.

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Omicidio Apicella, cosa successe

Somma Vesuviana
Foto via web

La rapina avvenne nel quartiere Capodichino, in via Abate Minichini. Pasquale Apicella era alla guida della volante e rimase ucciso sul colpo dal violentissimo impatto provocato dalla banda di criminali in fuga. A bordo c’era un collega che rimase ferito. Due responsabili furono subito presi e piantonati all’ospedale mentre gli altri due furono arrestati la sera stessa. Risultarono essere tutti e quattro residenti nel campo rom di Giugliano.

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Nel processo i genitori dell’agente si sono costituiti parte civile così come la vedova Apicella, Giuliana Ghidotti. La donna infatti dopo la morte del marito ha preso parte al corso riservato alle vittime dei familiari presso la Scuola Allievi di Caserta e da marzo scorso presta servizio alla Questura di Napoli.