Apple, maximulta dall’Antitrust russa: pronto il ricorso

La nota azienda di telefoni Apple dovrà pagare una multa salata. Ma l’azienda è pronta a far valere in tribunale le sue ragioni.

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Maximulta comminata al colosso degli smartphone (Getty Images)

Una multa da 906 milioni di rubli ovvero 12 milioni di dollari. Questa la stangata comminata dall’Antitrust russa ad Apple, colpevole di abuso di posizione dominante. Il vantaggio deriverebbe dal sistema operativo iOS, installato su tutti i dispositivi dell’azienda californiana.

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La sentenza è stata pronunciata dall’autorità russa dopo che l’azienda Kaspersky Lab ha presentato un’apposita denuncia. D’altro canto, l’azienda rispetta l’autoritò ma annuncia anche di fare ricorso contro la controversa decisione.

Apple, una legge al centro delle polemiche

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Kaspesky, azienda russa che è stata favorita da una recente legge (Getty Images)

La compagnia americana è stata sanzionata anche a seguito di una nuova legge introdotta in Russia. Il testo normativo chiede l’installazione, nei dispositivi venduti nel paese, di software e applicazioni nazionali a discapito quindi di prodotti esteri.

Da molti indicata come “legge anti-Apple”, ha suscitato molte critiche da parte dell’opinione pubblica. Se infatti il governo la giustifica come un tentativo di difendere e promuovere le società tecnologiche russe, in molti lo vedono come un tentativo di rafforzare il controllo statale sulla navigazione in Internet.

Sanzionate in passato altre società

Tra le aziende beneficiare delle disposizioni approvate figura anche Kaspersky. Proprio per questo la società che produce gli Iphone, minaccia di ritirare i propri prodotti dal mercato russo nel caso questa scelta politica continuasse. Al momento però i dispositivi della “Mela” rimangono ancora in commercio.

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La Russia non è comunque avulsa dal comminare sanzioni nei confronti dei giganti tecnologici esteri, specialmente se americani come avvenuto anche per Google e Facebook. Nel 2019, infatti, ha sviluppato un progetto volto a creare una rete Internet locale che potrebbe isolare ancora di più i cittadini dal resto del mondo. Per i critici questo sarebbe l’ennesimo tentativo di controllare le attività in rete dei cittadini.