Spionaggio, arrestato ufficiale italiano: vendeva documenti militari alla Russia

I carabinieri del Ros hanno preso in arresto un ufficiale della marina italiano. Coinvolto nell’indagine contro lo spionaggio, vendeva documenti alla Russia.

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Operazione dei Carabinieri del Ros (via Getty Images)

Grandissima operazione dei Carabinieri del Ros nella giornata di ieri che, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, hanno fermato un ufficiale della marina militare italiana ed un ufficiale delle Forze Armate russe di stanza in Italia. Per i due c’è l’accusa di spionaggio, con l’ufficiale italiano che avrebbe venduto alcuni documenti al militare della Russia. A promuovere l’operazione ci ha pensato l’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna. Mentre invece a suo supporto c’era il supporto dello Stato Maggiore della Difesa.

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Questo episodio, infatti, è il più grave verificatosi dalla guerra fredda. Infatti i protagonisti sono proprio un Capitano di Fregata della Marina Militare e un ufficiale accreditato presso l’Ambasciata della Federazione russa. L’intervento, bramato dai Carabinieri dopo mesi di indagini, si è svolto durante un incontro clandestino tra i due, sorpresi durante la cessione della documentazione in cambio di una somma di denaro.

Spionaggio, documenti venduti al funzionario della Russia: erano di natura militare

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I carabinieri colgono i due in flagrante (via web)

Stando alle prime notizie pubblicate dai Carabinieri nel rapporto ufficiale, il capitano di Fregata della Marina italiana avrebbe venduto ogni documento per una somma di denaro pari a 5mila euro. La somma è stata subito sequestrata, dopo lo scambio avvenuto in un parcheggio della Capitale. Inoltre la Farnesina rende noto che il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina, l’ambasciatore della Federazione Russa, Sergey Razov, alla Repubblica Italiana. L’incontro è stato promosso dal Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Nella storia recente non si ricordano episodi del genere. Infatti l’ultimo episodio di contro-spionaggio risale al 1989 prima della caduta del Muro e riguardava i patti di Varsavia. In quell’occasione ci furono mandati di cattura per cinque persone, tra cui due presunti agenti del Kgb e uno dell’intelligence bulgara. Ma tutti e cinque gli indagati riuscirono a sfuggire dalle manette.

In merito è intervenuto anche Luigi Di Maio, che sui propri profili social ha scritto: “In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda“.