Coronavirus, il bollettino di oggi 26 marzo

Coronavirus Italia, il bollettino Covid di oggi 26 marzo: contagi, positivi, guariti e morti a livello nazionale nelle ultime ventiquattro ore.

Coronavirus bollettino oggi
Tutti i dati del bollettino di oggi 26 marzo (via Screenshot)

Il bollettino coronavirus di oggi: 23.987 contagi, 457 morti, 19.764 guariti. Il numero di tamponi effettuati nelle ultime ventiquattro ore è in netto calo rispetto ai giorni precedenti: 354.982 tamponi, tasso di positività stabile a 6,8% (+0,0%). 8.765.085 dosi di vaccino somministrate in totale.

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L’Istituto Superiore di Sanità, rilanciando un messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha invitato a consultare fonti qualificate e istituzionali. I vaccini sono sicuri: se hai letto qualcosa sui vaccini contro il Covid che ti ha fatto preoccupare, aspetta prima di prendere decisioni affrettate sulla tua salute. Il Ministero della Salute ha pubblicato sul proprio sito ufficiale tutto ciò che c’è da sapere sui vaccini.

Coronavirus, il bollettino di oggi: la situazione in Italia

 

Nella giornata è uscito il report della Fondazione GIMBE per la settimana 17-23 marzo. Infatti le restrizioni hanno permesso di invertire il trend. Dopo 4 settimane si inverte il trend e si riduce l’incremento percentuale dei nuovi casi. Inoltre rispetto alle settimane c’è stato un calo dei contagi del 4,8%.

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Però in dodici Regioni d’Italia resta l’allarme terapie intensive: superata la soglia critica. A livello nazionale un solo Over 80 su cinque è stato vaccinato con prima e seconda dose (19%), una media che mette l’Italia tra i peggiori d’Europa. Quindi la situazione resta comunque in miglioramento, ma bisogna tenere d’occhio le terapie intensive. Inoltre l’Italia aspetta la metà di aprile per dare un’accelerata ai vaccini.

ùInfatti con l’arrivo di Johnson & Johnson, Draghi promette di procedere a 500mila vaccinazioni al giorno. Vedremo se finalmente le case farmaceutiche riusciranno a rispettare i contratti o se seguiranno ulteriori ritardi pronti a rallentare la campagna vaccinale.