AstraZeneca, scontro con l’UE su dosi stoccate ad Anagni

Continua la polemica tra AstraZeneca e l’Unione Europea nell’ambito della distribuzione delle dosi. Sotto analisi uno stabilimenti sito ad Anagni.

AstraZeneca
Polemiche sul vaccino AstraZeneca (Getty Images)

AstraZeneca è attualmente indietro nella distribuzione dei vaccini ai paesi dell’Unione Europea. Secondo i dati diffusi dalla Commissione, attualmente sono state consegnate 30 milioni di dosi a fronte di una promessa di 120 milioni nel solo primo trimestre.

Leggi anche-> Vaccini, Draghi: “Decisione Ema su AstraZeneca non fermerà il piano”;

Per questo, attraverso l’impulso del ministro Speranza, i Carabinieri hanno perquisito uno stabilimento di Anagni. L’obiettivo degli agenti era indivduare i lotti e capire il luogo di destinazione. Il tutto per capire se l’azienda rispetta i patti oppure li violi.

AstraZeneca, rassicurazioni all’Unione Europea

AstraZeneca
L’azienda assicura l’arrivo di nuove dosi (Getty Images)

Da Bruxelles arriva un messaggio chiaro. L’azienda è libera di consegnare le dosi a chi vuole, tuttavia si trova in netto ritardo nei confronti dei paesi europei. E questo suscita un notevole malcontento, con i governi francese ed italiano che chiedono un maggiore impegno.Da parte sua AstraZeneca assicura che le esportazioni hanno come paesi d’arrivo quelli Ue e Covax, ossia i paesi poveri che rientrano nel programma solidale europeo.

Inoltre arriva l’annuncio di un arrivo di 10 milioni di dosi entro la fine di marzo, con altre 16 che aspettano il via libera per il controllo qualità. Riguardo lo stabilimento in Italia, si spiega che la produzione del vaccino obbliga a varie fasi, che coinvolgono più siti produttivi. Tra i quali rientra anche quello sito in provincia di Roma

Il monito di Boris Johnson

Nel frattempo anche il primo ministro britannico Boris Johnson ha espresso un suo parere sulla vicenda. Ritiene che un enventuale blocco alle esportazioni avrebbe notevoli ripercussioni sui futuri investimenti.

Leggi anche-> AstraZeneca, la decisione dell’Ema sul vaccino

Tuttavia la questione va ben oltre i semplici investimenti. In molti paesi dell’Unione si registrano notevoli rallentamenti nella campagna vaccinale. Questo ovviamente non aiuta i governi, che vorrebbero provare a riaprire alcune attività prima dell’arrivo dell’estate.