Fabrizio Corona, delirio totale: la terrificante lettera inviata a Giletti

Fabrizio Corona ricoverato nel reparto di psichiatria a Milano. Racconto shock: “Mi sono pugnalato con una penna, avevo sangue ovunque”.

Fabrizio Corona
Fabrizio Corona (Getty Images)

È tornato in carcere Fabrizio Corona, dopo la revoca degli arresti domiciliari. Al momento della notifica, l’ex paparazzo ha avuto una crisi che lo ha portato all’autolesionismo. Tutto documentato e pubblicato su Instagram in una serie di storie (poi cancellate). Le immagini erano davvero terrificanti: sangue ovunque sul pavimento, sangue sul petto e addirittura in faccia. Al momento del prelievo da parte delle forze dell’ordine ancora urla e resistenza agli agenti. La Cassazione ha sentenziato che dovrà trascorrere in carcere altri nove mesi di reclusione, per un totale di due anni e mezzo. Dopo le ferite auto inferte, è stato ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano prima del trasferimento nel carcere di Opera.

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La terrificante lettera scritta da Fabrizio Corona

Fabrizio Corona
(Getty Images)

Attualmente Corona si trova nel reparto di psichiatria dell’ospedale milanese a causa di un disturbo borderline narcisistico, aggravato da una sindrome depressiva. La madre, già nei giorni scorsi, si era detta preoccupata per le sue condizioni di salute, arrivando a dire che il figlio Fabrizio si sarebbe suicidato se lo avessero portato di nuovo in carcere.

Massimo Giletti, nell’ultima puntata andata in onda di Non è l’Arena, ha letto durante la trasmissione una lettera scritta proprio da Corona in ospedale. Parole che possono destabilizzare, pronunciate da Giletti con la voce rotta, che raccontano un episodio avvenuto pochissimi giorni prima. Fabrizio Corona chiede di poter andare in bagno a fumare e riceve un accendino, sempre controllato a vista da tre agenti di polizia penitenziaria. Mentre si trova a fumare a torso nudo, soffermando la vista sul braccio destro. E qui Corona scrive: “Vedo sul mio braccio destro la ferita del giorno prima, due punti di sutura. Me la sono fatta pugnalandomi con una penna Bic”.

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Morsi e sangue ovunque: “Sono diventato cannibale”

La lettera prosegue con toni ancora più pesanti: “Provo a scavare nella ferita. Mi ci avvicino con la bocca, riesco ad afferrare i punti di sutura con i denti. Li tiro e si rompono. Schizza il sangue ovunque, sulla faccia, sulla bocca, sulle braccia, sugli occhi, sul petto – prosegue – Sento uno strano sapore, mi piace. Come un cannibale mordo tutto, non ho più freni”. In preda al delirio e alla confusione che nasce intorno a lui, Fabrizio Corona si dice impassibile, riesce a guardare solo il vuoto e afferma: “Sono uno psicopatico in un ospedale psichiatrico”.

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In conclusione della lettera Corona torna sugli episodi precedenti di autolesionismo. Perché l’ha fatto? Nelle ultime righe del messaggio indirizzato a Giletti scrive: “Non avevo paura della morte, sono pronto a morire per i miei diritti”.