Napoli, l’imprenditore Alfredo Romeo rinviato a giudizio

Si chiude l’indagine a carico di Alfredo Romeo. L’imprenditore orginario di Caserta e laureato a Napoli è stato rinviato a giudizio nell’ambito di un’inchiesta per reati associativi e altri minori.

Romeo Napoli
L’imprenditore Alfredo Romeo rinviato a giudizio

Alfredo Romeo, noto imprenditore napoletano, è stato rinviato a giudizio nel processo che lo vede coinvolto. Nello stesso processo sono coinvolti anche alcuni personaggi della politica e della sanità campana.

Tra i quali spicca il nome di Stefano Caldoro, oltre al direttore dell’ASL NA1 Verdoliva. Insieme a questi figura anche l’ex parlamentare Italo Bocchino, anch’egli rinviato a giudizio.

Napoli, la vicenda legata all’imprenditore Romeo

La vicenda legata a Romeo nasce nel 2012. Le indagini, svolte da Woodcok, Carrano Raffaele svela un sistema che permetteva di bandi di gara su misura. Tanto che i magistrati arrivano a chiamarlo “Sistema Romeo”. I reati contestati riguardano il millantato credito e la frode in pubbliche forniture.

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Le indagini vanno avanti e svelano collegamenti con il mondo della politica. Delle quali l’imprenditore si serve per avere ed elargire favori. Tanto che questo gli permette di avere dalla sua parte persone come Caldoro, Bocchino ed anche Verdoliva, all’epoca all’Ospedale Cardarelli.

Le imputazioni per i politici e per il direttore sanitario

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Italo Bocchino, anch’egli rinviato a giudizio (Getty ImagesI

Per l’ex governatore della Regione le accuse riguardano la richiesta per un finanziamento su dieci borse di studio. Queste servivano per il centro studio che lo stesso voleva organizzare, intervenendo su una gara e costringendo ad utilizzare il sistema Consip.

L’ex parlamentare sarebbe invece un vero e proprio organizzatore dell’attività per conto dell’imprenditore. In modo da aiutare e coadiuvare Romeo, che invece sarebbe per gli inquirenti la vera e propria mente dell’organizzazione. Caduta questa accusa, rimane quella di traffico di influenze

Infine le accuse a Verdoliva. Ai tempi in cui si trovava al Cardarelli, in cambio di lavori per un appartamento, avrebbe coperto le inadempienza della ditta. Nello specifico le negligenze riguardavano dei lavori non compiuti all’epoco nella struttura. Ora il processo attesterà la verita sui fatti ed emetterà un primo giudizio.