Nuovo Dpcm, Gelmini: “Misure per congedi parentali”. Speranza: “Novità per la scuola”

I contenuti del Nuovo DPCM sono stati illustrati in conferenza stampa. Presenti i ministri Gelmini e Speranza, oltre a Brusaferro e Locatelli come tecnici.

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Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, due dei ministri del nuovo Governo Draghi (Getty Images)

Il Nuovo DPCM entrerà in vigore dal prossimo 6 marzo. In una conferenza stampa i ministri Gelmini e Speranza, oltre a Brusaferro del CTS e Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. E’ il ministro della Salute ad indicare le priorità

Dobbiamo combattere la diffusione del virus. Fare attenzione alle varianti inglese, brasiliana e sudafricana. Questo decreto conferma la suddivisione a colori del nostro paese. Così come i governatori stanno intervenendo, adottando misure ancora più precise. L’innovazione riguarda le scuole, con chiusura degli istituti dove il contagio tocca i 250 casi ogni 100mila abitanti. E’ necessario quindi l’utilizzo della DAD e la collaborazione di tutti i cittadini nel combattere la pandemia”.

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Nuovo DPCM, Gelmini: “Stanziate misure per i congedi parentali”

La parola poi passa a Maria Stella Gelmini: “Questo decreto rappresenta la discontinuità, perché frutto del dialogo tra governo, Parlamento ed Enti locali. Ribadiamo come priorità i vaccini, dei quali parleremo con il commissario FigliuoloCurcio della Protezione Civile. Non abbiamo potuto accontentare tutti ma abbiamo raccolto, come possibile, le istanze degli enti locali”.

Entrerà in vigore il 6 marzo. Prevede l’applicazione del cambio di colore a partire dal lunedì per salvaguardare i commercianti. Speriamo che dal 27 marzo si possa tornare ai musei con prenotazioni online. Infine potenzieremo i congedi parentali per permettere che la Didattica a Distanza possa essere applicata: abbiamo stanziato 200 milioni per i  congedi”.

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Le parole di Brusaferro e Locatelli

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Concludono la conferenza Brusaferro Locatelli. Il primo ringrazia il lavoro svolto dai laboratori sugli studi della variante. “Questi numeri non sono un punteggio alle Regioni. Servono per capire la diffusione che vede un prevalere della variante inglese. Quella sudafricana è al 4.1%, soprattutto al Centro. E’ importante contenerla, con misure drastiche. La variante sudafricana si attesta sullo 0.4%. Bisogna continuare a svolgere un lavoro di tracciamento delle stesse per avere un quadro completo”.

Locatelli spiega: “La variante inglese si diffonde maggiormente nella popolazione più giovane, in particolare nella fascia 10-19 anni. Tuttavia non è associata a sintomi più gravi del Covid-19. Inoltre, grazie alle vaccinazioni si registra un’incidenza minore di casi nelle fasce sottoposte al vaccino. Tutti e tre i tipi-Astra Zeneca, Moderna e Pfizer-riescono a contrastare la variante inglese. Non esistono invece studi su quella brasiliana e i vaccini, cosa che è già in corso anche nel nostro paese. Anche in caso di reinfezione, non ci sono elementi che ci portano ad evidenziare sintomi gravi o ricoveri”