Facebook contro l’Australia, bloccati i contenuti: il motivo è una legge

Facebook contro l’Australia, è guerra tra il colosso e il governo che vuole far pagare le news della piattaforma

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È scontro aperto tra Facebook e il governo australiano. Al colosso del web non è andata giù una proposta di legge che ora è in discussione al Senato che vorrebbe far pagare al social blu e a Google per la condivisione delle notizie.

Da oggi gli utenti australiani non possono più visualizzare i link delle notizie dei media locali e anche i cittadini che vivono all’estero non hanno più accesso. Bloccate anche le pagine istituzionali e ufficiali utilissime alla popolazione per avvertimenti come quelli della polizia che informa sulle emergenze come incendi e cicloni.

La legge che si sta discutendo punta a regolare il rapporto tra i due colossi del web con gli editori e le news da questi forniti sui propri giornali. D’altro canto Facebook fa sapere che invece la legge fraintende proprio questo rapporto sottolineando che sono gli editori a utilizzare la piattaforma per diffondere le proprie notizie.

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Facebook, la reazione del governo australiano: “Non ci faremo intimidire”

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Scott Morrison, Primo Ministro Australiano (Getty Images)

Facebook ha spiegato che è stata costretta a non permettere la condivisione di notizie sulla propria piattaforma in Australia rimarcando che la condivisione di contenuti da parte di un editore sulla piattaforma fa aumentare il traffico di pubblico e i ricavi pubblicitari. Sono tre anni che l’azienda discute con il paese per trovare una soluzione a questa condizione che a detta della società va tutta a favore degli editori vista la gratuità del social.

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Si prospetta quindi una dura battaglia con il governo del paese che ha dichiarato che non si farà intimidire. “Le azioni di Facebook sono arroganti quanto deludenti” ha detto il primo ministro Scott Morrison. Dure le sue parole contro le BigTech che “credono di essere più grandi delle regole e dei governi. Potrebbero cambiare il mondo – ha tuonato – ma non lo gestiscono”