Governo, Di Battista attacca alcuni ministri: “Immorali”

Dopo l’uscita dal Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista attacca alcuni ministri del Governo Draghi: nel mirino Brunetta, Carfagna e Gelmini.

Governo Di Battista
Il deputato della Repubblica lascia il Movimento 5 Stelle (Getty Images)

Manca poco all’insediamento ufficiale di Mario Draghi al Quirinale, con il Presidente del Consiglio che nella giornata di ieri ha scelto la sua squadra per affrontare la sfida lanciata da Mattarella. L’obiettivo di Draghi è quello di far uscire l’Italia dalla crisi pandemica e far rivedere la luce al popolo italiano. Ma alcuni ministri scelti non sono andati giù ad Alessandro Di Battista.

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Negli ultimi giorni il deputato ha fatto scalpore per la sua uscita dal Movimento 5 Stelle. Adesso Dibba torna a parlare puntando il dito contro i ministri Brunetta, Gelmini e Carfagna, tornati al Governo con la nomina di mario Draghi. Infatti l’ex esponente pentastellato ha ricordato che i tre fecero approvare il Lodo Alfano, un disegno di legge per difendere l’allore premier Silvio Berlusconi.

Proprio per questo, parlando dei tre ministri, Di Battista ha affermato: “Trovo immorale che politici che hanno speso tempo (e dunque denaro pubblico) non per occuparsi del Paese ma per risolvere le grane giudiziarie del loro leader, possano avere ancora ruoli così apicali“. Il tutto attraverso il proprio profilo Facebook. Ma Di Battista non è l’unico a cui le cariche di Draghi non sono andate giù. Andiamo quindi a vedere la posizione del suo ex partito, il M5S.

Governo, non solo Di Battista: anche il Movimento 5 Stelle punta il dito contro Draghi

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Le parole dei pentastellati sulle cariche di Draghi (Screenshot)

Ma le cariche affidate da Mario Draghi non sono andate giù nemmeno al Movimento 5 Stelle, che puntano il dito contro il premier accusandolo di averli svenduti. Ai 5 Stelle non è andata giù il rientro in gioco di Lega e Forza Italia, con i pentastellati che non accettano la scarsa rappresentanza, con solamente un ministero in più rispetto ai rivali azzurri. In molti hanno definito la scelta un grandissimo orrore.

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Le accuse dei militanti pentastellati si rivolgono anche al leader del Movimento, Luigi Di Maio. Infatti per i sostenitori del MoVimento non c’è stata una giusta rappresentanza durante la trattativa. Tra i tanti commentatori da social, c’è anche chi minaccia di non andare più ad esprimere la propria preferenza ai pentastellati alle prossime elezioni. Continua quindi il tracollo del Movimento 5 Stelle, che continua ad incappare in passi falsi ed a perdere preferenze tra gli italiani.