WhatsApp, nuovo metodo per sbloccare l’app: quando sarà disponibile

E’ in arrivo su WhatsApp un nuovo metodo per sbloccare l’applicazione. Andiamo a vedere quando sarà disponibile ed in cosa consiste. 

WhatsApp nuovo metodo
Altre novità in arrivo per l’applicazione di messaggistica (Screenshot)

Nonostante le numerose critiche del mese di gennaio, non si arrestano gli aggiornamenti su WhatsApp. Infatti l’applicazione di messaggistica più famosa al mondo ha provveduto ad approvare i tanto contestati termini di servizio. Infatti dopo varie proteste, cali di utenza ed appelli del garante della privacy dell’Unione Europea, alla fine l’app di messaggistica approverà la condivisione dei dati con il colosso Facebook.

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In compenso l’applicazione di messaggistica che conta oltre due miliardi di utenti in giro per il mondo continuerà ad aggiornarsi. Infatti a breve nuove funzioni potrebbero essere disponibili sul colosso della messaggistica istantanea. Uno di questi potrebbe riguardare anche un nuobo metodo per sbloccare WhatsApp. Andiamo quidni a vedere cosa potrebbe succedere a breve sull’applicazione di Menlo Park.

WhatsApp, nuovo metodo per sbloccare l’app: sarà operativo a breve

WhatsApp nuovo metodo
Come sblocare l’applicazione con i nuovi metodi (Screenshot)

A breve l’applicazione potrà permettere agli utenti dia ccedere alle sue funzioni con la scansione del viso o addirittura attraverso l’occhio. Infatti ad oggi abbiamo visto come l’applicazione abbia più volte sfruttato l’uso dei codice QR per accedere alle funzioni, come ad esempio la funzione desktop con WhatsApp Web.

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A breve l’aggiornamento potrebbe arrivare sui dispositivi Apple, infatti con iOS14 sarà possibile usare Touch ID o Face ID. Mentre invece Android dovrà adattarsi con Face Unlock, Fingerprint Unlock o Iris Unlock. La società ovviamente ha dovuto sottolineato che non potrà vedere i dati riguardanti impronte o addirittura la faccia, come in molti hanno sospettato.

A precisare sul nuovo aggiornaemento ci ha pensato anche Eerke Boiten, professore di sicurezza informatica presso la De Montfort University. Infatti il professore, facendo riferimento all’applicazione di messaggistica ha affermato: “Se usano le API standard [Application Programming Interfaces] per la biometria, tutto questo può essere fatto in un modo che non dovrebbe sollevare bandiere rosse“, garantendo la privacy agli utenti.