Crisi di governo, oggi il Consiglio dei Ministri: è il giorno decisivo

Crisi di governo, è arrivato il giorno decisivo: non sono escluse le dimissioni delle ministre di Italia Viva ma si potrebbe andare avanti

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Ieri ai ministri è arrivato il documento del Recovery plan, poi queste sera ci sarà il Consiglio dei Ministri che si prospetta lungo con termine notturno. Non calano le tensioni tra la maggioranza (il premier Conte in particolare) e Italia Viva.

Il capo del governo è ben consapevole del momento delicato. Nella nota della Presidenza del Consiglio ha dichiarato che dopo la Gran Bretagna anche in Italia potrebbe arrivare l’impennata di contagi. Vista la crisi “dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini” ha detto, riferendosi più alla situazione politica che sanitaria.

Renzi dichiara, ancora, che l’obiettivo non sono le poltrone ma l’utilizzo dei soldi europei con il Recovery. Ieri mattina a L’aria che tira su La7 ha criticato Conte dicendo che la mattina di Natale aveva lavorato per due ore sulle modifiche al Recovery e che ancora non aveva ricevuto alcune risposte dal capo dell’esecutivo.

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Chi non ha mai escluso di fare un passo indietro è Teresa Bellanova, la ministra per le Politiche Agricole di Italia Viva. Alla domanda se ci saranno le sue dimissioni, la risposta è stata di fare “un passo alla volta”. Non ha detto sì, ma non ha neanche escluso che possa abbandonare l’esecutivo.

Per il momento ha rivendicato di aver apportato delle modifiche migliorative al Recovery Plan “non per noi, per il paese”. Nei giorni scorsi aveva detto che “il tempo è finito”. Segnali dunque poco incoraggianti per le prossime ore. Tra ventiquattr’ore, forse anche meno, il governo potrebbe essere ufficialmente caduto con Conte alla ricerca di un appoggio.

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Ma chi potrebbe soccorrere l’esecutivo in caso di abbandono dei renziani? Certamente Matteo Salvini e Giorgia Meloni festeggeranno se il governo dovesse cadere quindi da quel lato le porte sono chiuse.

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In un’intervista al Giornale Berlusconi si è detto convinto che il governo non cadrà e che comunque Forza Italia potrebbe essere collaborativo senza entrane dell’esecutivo. Ore calde nei palazzi del potere con il Quirinale che forse è il più bollente, ma in attesa e silente.