Piersanti Mattarella, 41 anni fa l’omicidio. Il nipote: “Non fu solo mafia”

Piersanti Mattarella, intervista all’AdnKronos al nipote del presidente della Regione Sicilia ucciso nel 1980

Piersanti Mattarella
Foto Letizia Battaglia

Il giorno dell’Epifania del 1980 era domenica e il presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella era appena salito in macchina per andare a messa. Un killer ancora oggi rimasto sconosciuto si avvicinò alla vettura e sotto gli occhi della moglie e dei due figli sparò, uccidendolo.

Assieme ai soccorsi una delle prima ad accorrere sul posto fu la fotoreporter palermitana Letizia Battaglia che scattò la famosa foto che ritrae il fratello Sergio, oggi Capo dello Stato, che tira fuori dall’abitacolo il fratello morente.

Fu un omicidio di mafia? Forse sì ma è probabile che anche altre entità si macchiarono di quel reato. In occasione del 41esimo anniversario l’agenzia AdnKronos ha intervistato il nipote della vittima. “Mio nonno viene considerato vittima di mafia  – dice – ma dalle ultime indagini sta emergendo anche altro”.

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Piersanti Mattarella, l’ombra del neofascismo sull’omicidio

Il giudice Giovanni Falcone fece arrestare Valerio Fioravanti, neofascista dei Nar implicato in tante vicende giudiziarie della storia italiano, fu poi assolto. Secondo la testimonianza della moglie di Mattarella, l’assassino aveva gli occhi di ghiaccio e sorrideva mentre sparava.

Per l’omicidio furono condannati come mandanti i capi di cosa nostra Totò Riina, Bernardo Provenzano, Ciccio Madonia, Giovanni Brusca e Michele Greco “il Papa”. Gli autori materiali non furono mai individuati anche se si è indagano negli ambienti fascisti. Nel 2018 la Procura di Palermo ha riaperto in caso dopo nuovi indizi.

Mattarella J. ha lo stesso nome del nonno e questo “è un orgoglio ma al tempo stesso è una sorta di responsabilità, che sento tuttora“. Giocane avvocato, Mattarella dice di essere molto interessato alla politica ma a differenza del nonno non si impegnerà nella cosa pubblica.

Il presidente della Regione Sicilia fu molto attivò nel contrastare la mafia soprattutto dove c’erano grandi interessi economici come gli appalti. Fu lì che intervenne attivamente con la sua azione politica, iniziando una lotta contro l’abusivismo edilizio.

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Lo scorso anno uscì il film di Aurelio Grimaldi Il delitto Mattarella che al giovane avvocato è piaciuto perché si sono trattati temi diversi, approfondendo aspetti come quelli che non fu solo la mafia a volere la morte del nonno.