Trump, pressioni per ribaltare il voto in Georgia

Trump fa pressioni per ribaltare il voto in Georgia. Il Washington Post ha rivelato la telefonata del presidente al segretario di stato.

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Donald Trump (Screenshot video)

Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump non ha ancora accettato l’esito del voto di novembre, perso contro Joe Biden. Il tycoon a giorni dovrà lasciare la Casa Bianca al presidente eletto, ma non si fermano le accuse di brogli elettorali. In particolare in Georgia, dove si svolgeranno martedì prossimi i due ballottaggi per eleggere i due senatori dello stato. Il Washington Post rivela che il presidente uscente ha fatto pressione sul segretario di stato della Georgia, il repubblicano Brad Raffensperger, chiedendogli di trovare abbastanza voti per ribaltare la vittoria del presidente eletto Biden. Il quotidiano ha ottenuto la registrazione di questa lunga telefonata, durata circa un’ora, in cui Trump alterna rimproveri, lusinghe, preghiere e minacce di vaghe conseguenze nel caso Raffensperger rifiuti di perseguire le sue accuse (senza fondamento ) di brogli. Donald arriva anche ad ammonirlo avvisandolo ad un certo punto che si sta assumendo “un grande rischio”.

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Le pressioni di Trump in Georgia non erano legali: cosa succede adesso

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(Getty Images)

Il segretario di stato della Georgia si è rifiutato, chiarendo che le pretese di Trump non sono altro che teorie cospirative. Biden ha vinto per oltre 11 mila voti, un calcolo preciso ed affidabile. “Signor presidente, i dati che lei ha sono sbagliati” ha risposto Raffensperger all’ennesima accusa di un riconteggio sbagliato delle preferenze. Qui arriva la frase di Trump che ha scatenato i dubbi degli esperti sulla legalità della sua azione: “Voglio solo trovare 11.789 voti, che sono molto più di quelli che abbiamo. Perché abbiamo vinto lo Stato”.

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Lo stesso Washington Post in un editoriale titola, in riferimento a questa telefonata: “Da impeachment. Probabilmente illegale. È un colpo di Stato”. Il presidente, infatti, con il suo comportamento potrebbe aver violato la legge federale per estorsione. Sollecitare un dirigente elettorale a cambiare il conteggio dei voti porterebbe ad una violazione sia federale che statale e in questo caso Trump non potrebbe ricevere la grazia presidenziale.