Brexit, anche gli ambasciatori Ue dicono sì all’accordo

Brexit, il Coreper votano unanime il documento sull’accordo commerciale del 24 dicembre: ora tocca al Parlamento Europeo

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Dopo lo storico accordo della vigilia di Natale tra l’Unione Europea e la Gran Bretagna sull’addio di Londra all’Europa, oggi la Brexit incassa anche un altro sì, quello del Coreper, gli ambasciatori dell’Ue. Il documento di divorzio datato 24 dicembre è costituito da 2mila pagine e gli ambasciatori aveva chiesto un po’ di tempo per analizzare bene i contenuti.

Giorni di lavoro nonostante le festività ed ora l’ok che fa fare un ulteriore passo al Regno Unito lontano da Bruxelles. Nelle ultime settimane era stata una corsa contro il tempo per scongiurare che si arrivasse a 31 dicembre senza accordo, termine ultimo per mettere nero su bianco gli le condizioni che dal 1 gennaio saranno valide tra le due entità politiche ed economiche.

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Brexit, manca via libera del Parlamento Europeo


Termina quindi l’ultimo giorno dell’anno la fase di tradizione. L’accordo commerciale stipulato la settimana scorsa è però provvisorio, manca l’ultimo via libera: quello del Parlamento Europeo.

Strasburgo si era già espresso lo scorso gennaio con l’addio della Gran Bretagna votato da favorevolmente da 621 eurodeputati con 49 contrari e 13 astenuti. Dopo tre anni e mezzo dal referendum attraverso il quale i cittadini britannici aveva detto sì all’uscita del Regno Unito, si era giunto all’accordo storico, avviando un periodo di transizione.

Brexit, ora c’è il rischio disgregazione del Regno Unito?

Per tutto il 2020 le parti hanno discusso le norme commerciali. Tra novembre e dicembre le trattative si erano arenate prima della svolta poco prima di Natale. Si attende ora il voto di Strasburgo ma la questione sembra non essere chiusa.

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La Scozia, infatti, potrebbe lasciare il Regno Unito per rientrare in Ue ma come Stato autonomo. Nei prossimi anni dunque la Brexit potrebbe riservare effetti boomerang con la disgregazione del Regno Unito.

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