Addio a Mario Lavagetto, il grande critico letterario aveva 81 anni

Mario Lavagetto è scomparso ieri sera a Parma dov’era nato nel 1939. Aveva studiato e lavorato molto Italo Svevo e Marcel Proust

MARIO LAVAGETTO
Foto Facebook

Si è spento a Parma Mario Lavagetto, critico letterario che ha legato il suo nome agli studi freudiani, a Svevo e Proust. Nel liceo Romagnosi della sua città aveva iniziato la carriera di docente che aveva proseguito ottenendo una cattedra all’Università di Sassari poi nel 1984 tornò in Emilia insegnando presso l’ateneo di Bologna insegnando Teoria della Letteratura.

Le sue attività di ricerche hanno toccato vari scrittori. Oltre all’autore triestino e francese ha posto attenzione su Umberto Saba e Italo Calvino. Su quest’ultimo nel 2001 pubblicò con Bollati Boringhieri una serie di suoi scritti – alcuni inediti – dal titolo Dovuto a Calvino. Con gli studi su Freud ha proposto letture psicanalitiche dei suddetti autori a partire dagli anni ’70.

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Lavagetto, l’ultimo libro su Boccaccio lo scorso anno

Per far proprio un giudizio critico, sosteneva Mario Lavagetto, bisogna coltivare il dubbio, e per coltivare il dubbio occorre avere tempo. Le sue parole per Italo Svevo, l’attuale protagonista dei pomeriggi di Ad Alta Voce, qui https://t.co/a48XUDZc1A pic.twitter.com/sl0lF9U8TR

Tra le opere più importanti e che hanno lasciato un segno sul tema ci sono La gallina di Saba del 1974, L’impiegato Schmitz e altri saggi su Svevo dell’anno successivo. Critico di spicco della casa editrice Einaudi, nel 1991 fu dato alle stampe il libro Stanza 43: un lapsus di Marcel Proust.

Lavagetto ha posto anche attenzione su un tema particolare come la censura nell’opera lirica dell’Ottocento. Si ricorda il testo Un caso di censura: il Rigoletto, pubblicato con Il formichiere nel 1979 e ristampato dalla Mondadori nel 2010. L’ultimo libro è datato 2019 dal titolo Oltre le usate leggi sempre per Einaudi, un commento al Decameron di Boccaccio.

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