Spesa nel Comune limitrofo, la risposta del Ministero: il caso Versilia

Spesa nel Comune limitrofo, i sindaci della Versilia in Toscana autorizzano lo spostamento ma non è un via libera

Spesa Comune limitrofo
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Nelle zone arancioni e rosse non si può lasciare il proprio Comune di residenza senza l’autocertificazione che motivi lo spostamento per ragioni di necessità, salute o lavoro. Ma fare la spesa è un motivo di necessità? Già a marzo in occasione del lockdown generale era sorto questo dubbio. Con la seconda ondata il Ministero ha fatto maggiore chiarezza e i comune della Versilia nel Lucchese, quindi da ieri in zona rossa, hanno fatto da apripista.

I primi cittadini di alcuni Comuni si sono riuniti e hanno dato il via libera ai propri concittadini che intendono fare la spesa in un discount che non si trova nel territorio comunale di residenza se questo pratica prezzi più bassi. Insomma, comprare dove si risparmia rientrare tra le eccezioni che consentono di lasciare il Comune.

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Spesa nel Comune limitrofo consentita se c’è convenienza economica

Come riporta Il Tirreno, per i sindaci è un’interpretazione per dare risposte alle esigenze di alcune fasce di cittadini in base alla condizione economica. Interpretazione sostenuta dalle faq dello stesso Ministero. Infatti sul sito del dicastero del Viminale tre le Faq si legge che “fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti”. Si evidenzia però che tale spostamento è giustificato se in un altro comune c’è “maggiore convenienza economica“.

Un’iniziativa questa dei sindaci toscani che può far da scuola ad altri colleghi. La notizia riportata del Ministero è però anche indice di come rispetto alla prima ondata, le stesse istituzioni siano ora più pronte ad affrontare l’emergenza con maggiore flessibilità nelle chiusure.

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