Covid, morto il consigliere Francesco Ruotolo. L’accusa: “Ricoverato tardi”

Francesco Ruotolo, figura storica della sinistra a Napoli, il consigliere della III Municipalità era stato mandato a casa dal Pronto soccorso

francesco ruotolo

Tra le tante vittime del Covid c’è anche Francesco Ruotolo, figura storica della sinistra napoletana deceduto ieri nell’ospedale Cardarelli. 74 anni, giornalista del Mattino negli anni ’70, politicamente passò da Democrazia proletaria a Rifondazione Comunista. Era consigliere della III Municipalità e negli anni ha portato avanti tante battaglie.

Non mancano polemiche intorno alla sua morte. Amici, colleghi e conoscenti in queste ore stanno denunciando quanto sarebbe accaduto. Secondo Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione, Ruotolo recatosi al Pronto soccorso era stato mandato a casa. Solo successivamente è stato ricoverato, “in ritardo”, secondo Acerbo, quando il Covid aveva già fatto tutto il suo corso.

“Antifascista, amante di Napoli, sempre in prima linea nella lotta per i diritti”, ha scritto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris per ricordare l’uomo che al liceo Umberto I fu alunno di Vera Lombardi della quale fu poi addetto stampa.

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Francesco Ruotolo, il ricordo delle sue battaglie

In queste ore sono molti i messaggi in suo ricordo, non solo dalle istituzioni e dalla Municipalità di appartenenza ma anche di molti cittadini che nel corso degli anni lo hanno conosciuto soprattutto grazie alle battaglie che ha portato avanti.

Una delle tante nel suo rione Sanità quando si incatenò al cancello dell’ospedale San Gennaro dei Poveri manifestando contro la chiusura. Come consigliere aveva la delega alla Memoria e infatti tanto ha lavorato affinché degli episodi e dei personaggi non fossero dimenticati.

Tra le sue ultime battaglie, l’intitolazione del ponte della Sanità a Maddalena Cerasuolo, la partigiana che durante le Quattro giornate di Napoli lotto contro i nazisti e fascisti che volevo farlo esplodere. Oppure le scale di via Foria che portano il nome di Iolanda Palladino – come ha ricordato l’assessora Clemente – giovane uccisa dai fascisti nel 1975.

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