Calcio, il motivo per cui si cambia campo nella ripresa: lo sapevate?

Calcio, il motivo per cui si cambia campo nella ripresa: è una delle regole più vecchie e immutate del gioco

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Campo di calcio (Getty Images)

Dall’800, da quando il gioco del calcio fu inventato dagli inglesi, ne sono cambiate di regole di quello che viene definito lo sport più bello del mondo. Mentre nel corso degli anni tante regole sono cambiate, alcune sono come dei dogmi, intoccabili: divieto assoluto di toccare la palla con le mani da parte dei calciatori di movimento, calcio di rigore se si commette fallo in area e tra queste c’è il cambio campo nel secondo tempo.

Regole così scontate oramai che quasi non ci si domanda perché avvengono certe cose. Sono come interiorizzate, normalissime perché da sempre è così. Ma perché una squadra un tempo lo gioca segnando in una porta e il secondo nell’altra? La risposta è l’equilibrio, o meglio, l’uguaglianza.

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Calcio, la regola del cambio campo

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Getty Images

In pratica si tratta di dare a tutti le stesse possibilità ma affidandosi al caso. La prima risposta che potremmo darci non è sbagliata, ma sicuramente non l’unica: per gli spettatori, soprattutto quelli dietro le porte, che possono vedere le azioni d’attacco, o di difesa, più da vicino.

Ma ci sono motivi che riguardano anche i calciatori in campo. Se in una metà campo c’è il sole che può dar fastidio al portiere o una parte del campo è più scivolosa, quello “svantaggio” nella seconda parte della gara l’avrà l’altra squadra. A differenza dei calciatori in campo, le panchine non cambiano posizione nel secondo tempo, permettendo agli allenatori di avere più vicino prima l’azione d’attacco poi di difesa o viceversa.

Se poi, come nel caso del sole, il fastidio l’altro portiere nel secondo tempo non ce l’ha perché è calato, pazienza. Ci si affida comunque al caso come al lancio della monetina ad inizio gara per stabilire chi deve avere la palla e la scelta della metà campo.

La regola, insomma, serve dunque per dare le stesse possibilità in egual misura. Poi che vinca il migliore o chi ha più fortuna.

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