Covid vaccino, Burioni analizza report Moderna: “Tre scenari possibili”

Continua a far discutere il vaccino contro il Covid, con Burioni che analizza il report di Moderna. Per il virologo si presentano tre scenari.

covid vaccino Burioni
Le dichiarazioni del virologo sul possibile farmaco di Moderna (Foto: Twitter)

Tra i possibili vaccini contro il Covid-19, il primo ad essere candidato alla pubblicazione è quello di Moderna, creato in collaborazione con il National Institutes of Health (Nih) Usa, ed apprezzato anche dal noto virologo italiano Roberto Burioni.

Infatti il virologo, attivissimo sui social per rivelare ogni fake news sul virus, ha affermato che il farmaco di Moderna appare ragionevolmente ben tollerato. Infatti stupisce Burioni la risposta anticorpale neutralizzante più intensa di quella che segue al virus che viene indotta in tutti i partecipanti. Il farmaco, inoltre, appare pià che sicuro anche per i volontari più anziani.

Secondo il virologo, il vaccino mostra grande risposta anche all’altra parte del sistema immunitario, ossia quello composto da cellule. Adesso bisognerà vedere solamente se il vaccino funziona, andiamo quindi a vedere i tre scenari stilati da Roberto Burioni.

Covid, il vaccino di Morderna ed i tre scenari di Burioni: l’analisi del focus

Sul portale Medical Facts il virologo dell’Università San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, ha fatto l’analisi sul report trimestrale di Moderna. Infatti il virologo ha messo alla luce dei lettori solamente tre possibili scenari:

  • 1) Vaccino con protezione sopra al 74%: E’ lo scenario che tutti si auspicano e per il virologo sarebbe fantastico. Infatti con tale percentuale viene interrotto ogni studio, visto che il vaccino si dimostra più che efficace. Così Moderna potrà chiedere la commercializzazione del prodotto.
  • 2) Il vaccino non offre protezione superiore al 74%: Se si verificasse tale scenario lo studio continua, visto che il vaccino non è abbastanza efficace.
  • 3) I dati dimostrano che il vaccino non funziona: Questo è lo scenario peggiore. Infatti in questo caso lo studio verrebbe interrotto, visto che non sarebbe etico sottoporre i pazienti ad un rischio del genere.

Al momento, conclude il virologo, non si sa quale di questi tre scenari si verificherà e quindi ogni previsione di commercializzazione, di distribuzione o altro non ha alcun senso logico.

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L.P.

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