Telefonate erotiche ed evasione fiscale: blitz della Guardia di Finanza

Riuscivano a guadagnare migliaia di euro attraverso linee erotiche, ma evitavano di pagare le tasse: la Guardia di Finanza ha messo nel mirino una società che gestiva linee hot, sequestrando beni per 500mila euro ai due gestori dell’azienda. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini delle fiamme gialle, la società di Camposano (nel nolano), dal 2006 al 2011, è stata attiva nel campo dei servizi telefonici erotici, utilizzando linee a tariffazione specifica.

Tali prestazioni erano fornite da R.L. che risultava rappresentante legale della società: in realtà il vero amministratore dell’azienda era Antonio Catalano, di Ottaviano, che aveva accesso ai conti correnti societari ed è riuscito a mettere le mani sulle somme che arrivavano sul conto. Tali soldi erano poi rinvestiti da sua moglie, Angela Mauriello, sulla quale pende ora l’accusa di riciclaggio.

L’azienda aveva acquisto il diritto all’utilizzo di alcuni numeri a tariffazione speciale e assicurava servizi erotici: il consumatore pagava al gestore telefonico la tariffa prevista. Soldi che poi venivano in gran parte girati alla società che operava utilizzando una semplice web cam e un telefono, riuscendo a mettere in piedi un giro di affare di oltre 1 milione e 250 mila euro, non pagando nessun tipo di contributo al fisco. Per i due coniugi le accuse sono evasione fiscale, appropriazione indebita, riciclicaggio e occultamento di scritture contabili. Tra i beni sequestrati ci sono due immobili nel Comune di Ottaviano, conti correnti e altri strumenti finanziari.

Tutti beni che gli investigatori ritengono non congrui rispetto al reddito dichiarato al fisco dalla coppia di coniugi.