Napoli, accordo Comune-dipendenti sul salario

Tregua firmata tra il Comune di Napoli e i suoi dipendenti: dopo 23 giorni di trattative e proteste, è stato siglato ieri un accordo che permetterà di tirare un po’ il fiato ai piani alti di Palazzo San Giacomo. L’intesa prevede l’accettazione da parte della giunta de Magistris di definire il fondo per la trattative decentrata 2013: l’accordo è stato siglato nella notte con le organizzazioni sindacali più rappresentative, come ha fatto sapere l’ufficio stampa del Comune in una nota in cui l’amministrazione comunale afferma che ‘pur nella difficile situazione finanziaria dell’ente, garantisce l’istituto del salario accessorio per circa 10mila dipendenti“.

In pratica si parla di 12 milioni di euro, nel caso in cui il recupero di 8 milioni e 45mila euro avverrà in 1o anni, o di 12 e 800 mila euro se ci sarà il parere favorevole dell’Avvocatura. Inoltre saranno liberati anche 4 milioni e mezzo per le posizione organizzative: il fondo per la contrattazione ammonterà così ad una cifra di circa 16 milioni di euro.

Con questo accordo cessano, almeno momentaneamente, le proteste dei dipendenti contro i tagli che avrebbero portato una decurtazione degli stipendi tra i 100 e i 300 euro. Il Comune deve, infatti, passare dal 53% della spesa per gli stipendi, al 50% e inoltre deve scendere a 4,8 milioni di euro (dai 19 attuali) per il salario accessorio, a cui si aggiungo i circa 8 milioni da recuperare nel 2013 della somma destinata nel 2012 alla parte variabile.

Con l’accordo, Palazzo San Giacomo  spalma questi otto milioni in dieci anni, facendo aumentare il fondo da 4,8 a 12 milioni e inoltre si impegna anche a destinare al salario accessorio anche i soldi destinati all’indennità di coloro che svolgono un ruolo da vicedirigenti: in tal modo si arriva a 16,5 milioni, cifra che permetterebbe di evitare i tagli agli stipendi.