Caos trasporti, dichiarato il fallimento dell’EavBus

L’EavBus è fallita: ieri pomeriggio è stata notificata la sentenza di fallimento dell’azienda di trasporti pubblici napoletani per 600mila euro di debiti non onorati. Poco dopo le 17 il curatore fallimentare nominato dal Tribunale di Napoli si è presentato nella sede legale della società, in via Nuova Agnano, per affiggere la sentenza e mettere i sigilli a uffici, archivi e cassaforte.

Un fallimento che ora può avere un effetto a catena, con il coinvolgimento anche di Circumvesuviana, Sespa e Metrocampania, società che vantano un debito di sedici milioni di euro nei confronti dell’EavBus. La decisione del tribunale di Napoli ha volto di sorpresa i dirigenti dell’azienda che sostengono di non aver mai ricevuto la notifica dell’istanza di fallimento. Così la sentenza di fallimento è stata emessa in contumacia, con l’EavBus che non si è opposta: ” È inconcepibile ciò che è capitato ieri – il commento dell’assessore regionale Vetrella – con la mancata presenza dei dirigenti Eav Bus nel procedimento in contumacia”.

A far scattare il fallimento l’istanza presentata nello scorso febbraio dalla Nuova Socom, azienda di pulizie, che vanta un debito di 600 mila euro nei confronti della società di trasporti pubblici napoletana. E dire che a luglio l’Eav Holding chiese ai manager se ci fossero procedure giudiziarie o di fallimento in atto: nel dossier di EavBus non si fa riferimento alla vertenza della Nuova Socom e così il percorso dell’istanza è andato avanti. Intano è stato nominato Paolo Cuomo amministratore unico, con il compito di fornire un’analisi della società per fornire al socio unico (l’Ente Autonomo Volturno) gli elementi utili a stabilire se intraprendere la strada della riorganizzazione o della soppressione della società.

Compito che Cuomo non potrà portare a termine per la svolta imposta dalla sentenza di fallimento ad una situazione paradossale che mette a rischio il futuro di 1300 lavoratori, proprio nel giorno in cui veniva a loro detto che presto avrebbero ricevuto lo stipendio. I bus continueranno a camminare perché non è possibile interrompere un servizio pubblico, ma la paralisi è dietro l’angolo.