Termovalorizzatore di Acerra, la protesta dei lavoratori

I camion dei rifiuti restano fuori dal termovalorizzatore di Acerra: da questa mattina un gruppo di ex lavoratori del Consorzio Unico Bacino di Napoli e Caserta sta impedendo ai mezzi di entrare nell’impianto per il trattamento dei rifiuti. Circa un centinaio di dipendenti del consorzio blocca l’accesso al termovalorizzatore: la coda dei camion in attesa di sversare si fa sempre più lunga. La protesta è organizzata dallo Slai-Cobas, dall’Usb, dal sindacato azzurro, da Uap, Flaica-Cub e Assotrasporti: sul luogo è presente anche la polizia, ma non si registrano tensioni.

I lavoratori protestano per chiedere il pagamento delle spettanze arretrate: attualmente sono cinque le mensilità non corrisposte. Da questa mattina due gruppi di persone sta attuando il blocco della circolazione presso le due rotonde che portano al termovalorizzatore: nessun problema per i turnisti dell’impianto che erano già entrati quando è iniziata la protesta, mentre qualche difficoltà per gli impiegati amministrativi.

I blocchi vanno avanti dalle sei di questa mattina, dopo che alcune persone hanno provato ad accedere all’impianto senza riuscirci.Lavoratori in piazza anche a Napoli, davanti alla sede alla Provincia con blocchi stradali che hanno creato qualche disagio alla circolazione.

AGGIORNAMENTO – Intorno a mezzogiorno i lavoratori hanno rimosso spontaneamente i blocchi che impedivano l’accesso al termovalorizzatore di Acerra: lo stop della protesta è arrivato dopo la convocazione che i manifestanti hanno ricevuto da Regione e prefetto per discutere della loro situazione. La revoca dei blocchi però non è definitiva: i lavoratori hanno già annunciato altre proteste se la trattativa non dovesse andare a buon fine.