Emergenza rifiuti, a Napoli il cancro uccide di più

Dati che mettono i brividi, numeri che evidenziano nero su bianco quanto si andava sussurrando da anni, ovvero il possibile legame tra emergenza rifiuti e tumori: escludendo il capoluogo, in provincia di Napoli c’è stato un incremento del tasso di mortalità per tumori maggiore rispetto al livello nazionale. I dati di uno studio, ancora inedito, condotto dall’Istituto nazionale per i tumori ‘Pascale’ di Napoli fanno davvero paura: nella provincia di Napoli l’incremento della mortalità per tumori è stato del 47% fra gli uomini e del 40% fra le donne; aumento anche in provincia di Caserta rispettivamente del 28,4% e del 32,7%, mentre nel resto d’Italia i tassi sono rimasti invariati, con un diminuzione al nord.

Impossibile non pensare all’emergenza rifiuti che da anni flagella la Campania e ai continui roghi che infestano l’aria delle due provincie. Lo studio, i cui dati sono stati resi noti da ‘Avvenire.it’, ha indagato il fenomeno attraverso le schede di morte individuale con diagnosi di tumore e ha evidenziato un eccesso di mortalità che “si configura come un grave problema sociale e ambientale” con una dimensione così vasta che “richiederebbe maggiore attenzione da parte delle istituzioni”. Le indagini hanno preso in considerazione i dati degli ultimi venti anni e hanno messo in luce un aumento del tasso mortalità concentrato soprattutto in una quindicina di comuni a sud di Caserta e a nord di Napoli, spesso confinanti tra loro.

Tale crescita secondo quanto affermano i ricercatori del Pascale è “ormai un fenomeno stabilizzato che non può essere messo in dubbio” e può essere fattori risalire a diversi fattori, ma la matrice è soprattutto di tipo ambientale. Molto importanti i dati che riguardano alcuni particolari tipi di tumori, per i quali i tassi di mortalità nelle due provincie sono “particolarmente drammatici” in quanto in “controtendenza non soltanto con i dati italiani, ma anche con le altre provincie della Campania, dove i tassi sono  stabili e inferiori al dato nazionale”.