Napoli, Insigne dà spettacolo: non roviniamo il suo talento

Uno squarcio di sole: Lorenzo Insigne prende su di sé le luci della ribalta nella prima uscita stagionale del nuovo Napoli di Mazzarri. Tre squilli di tromba, una tripletta per far arrivare a tutti forte e chiaro il suo messaggio: “Ci sono”. Non ha voglia di fare la comparsa il piccolo Lorenzo, diventato con gli anni ‘Il Magnifico’: lui la maglia azzurra la vuole vivere da protagonista e in campo scalpita, scatta, tira, per dimostrare a tutti di non essere più un giovincello in erba, ma un calciatore ormai pronto al salto di qualità.

Lo ha detto Mazzarri, l’ha confermato il campo negli allenamenti e poi nella prima partitella contro il Trentino Dream (9-0 il risultato finale): Insigne è diventato uomo e si candida a un ruolo da protagonista nella stagione che sta per iniziare. Ottimo il lavoro fatto nei due anni passati alle dipendenze di Zeman (Foggia prima, Pescara lo scorso anno) e a dirlo sono i freddi numeri: 37 gol in 70 presenze sono un biglietto da visita niente male.

Ora però tutti i sacrifici fatti fin qui non devono essere gettati al vento: per una volta fa bene Mazzarri a predicare cautela verso il piccolo talento della Scugnizzeria. Cautela non nello schierarlo in campo, perché finora a dimostrato di meritarselo, ma nel metterlo al centro di tutto: prime pagine dei giornali, ripetute domande in conferenza stampa, tifosi a caccia spasmodica di un suo autografo e di una foto-ricordo.  Sembra un po’ eccessivo per un calciatore sulla cui carta di identità alla data di nascita puoi leggere 1991: i giovani vanno lanciati, schierati in campo, ma anche accuditi e preservati dalle pressioni esterne. Il rischio è di alzare troppo l’asticella come è stato fatto per Vargas, creare aspettative elevate e poi sentirsi delusi alla prima prestazione sottotono: così non si fa certo il bene di quello che è un patrimonio del Napoli, ma soprattutto ancora un ragazzo. Sarà anche mal ridotto e arrugginito, ma il San Paolo è pur sempre un peso per le spalle di un 21enne alla prima stagione in serie A.

Allora non chiediamo a Insigne di essere il nuovo Lavezzi, non pretendiamo da lui di essere il faro della squadra e di trascinarla verso chissà quali traguardi: diamogli la possibilità di godersi in pieno le emozioni della sua prima stagione con la maglia del cuore. Ne guadagnerà lui, ma anche i tifosi del Napoli che potranno con il passare del tempo scoprire i numeri del piccolo gioiellino azzurro e accorgersi un giorno di aver fatto crescere in casa un vero campione.