Fisco, a Napoli il 10% delle prostitute paga le tasse

A Napoli le prostitute pagano le tasse: è quanto emerge dai dati di un’indagine realizzata da KRLS Network of Business Ethics   per conto di Contribuenti.it Magazine. Secondo questa indagine il 10% delle prostitute di lusso di Napoli avrebbero dichiarato al fisco i propri proventi o almeno parte di questi, andando incontro a una sentenza della Cassazione che ha ritenuto tassibili i guadagni derivanti dalla prostituzione. Una scelta dettata molto probabilmente dalla necessità di giustificare i movimenti di denaro sui propri conti correnti, ma che non è di certo molto frequente in Italia.

I numeri fatti registrare dalle lucciole napoletane si inseriscono, infatti,  in una situazione nazionale totalmente di segno opposto: nel 2012 le escort italiane hanno evaso 2,4 miliardi di euro, con un aumento del 23,6% rispetto all’anno scorso.

“Un fenomeno in costante crescita” secondo Vittorio Carlomagno presidente dell’ Associazione Contribuenti Italiani, che parla di malcostume difficilmente arginabile. Secondo quanto accertato da Agenzia delle Entrate e Istat, le prostitute nel 92% dei casi continuano a non rilasciare la ricevuta fiscale: in testa alla classifica dell’evasione c’è Venezia dove nel 97% dei casi non si pagano le tasse. Subito dietro ci sono  Genova con il 96%, Milano con il 95%, Aosta con il 94% , Roma con il 93%  e Verona con il 91%.

E se Napoli spicca con il 10% di prostitute che pagano le tasse, il podio delle città più virtuose, vede presenti due capoluoghi del sud: Palermo, con il 12%, e Bari con il 15% delle escort saldano regolarmente i loro conti con il fisco, intervallate da Torino dove il 13% delle prostitute emette la ricevuta fiscale.

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