Giudizio rinviato per “Il Casalese”. Nei prossimi giorni la decisione del Tribunale se ritirare il libro su Nicola Cosentino

Per il momento il libro “Il Casalese – Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro” non verrà bruciato. Ieri mattina si è svolta l’udienza presso il palazzo di giustizia di Napoli per dibattere del ricorso presentato da Giovanni Cosentino, fratello di Nicola Cosentino, per il ritiro e la distruzione di tutte le copie del libro e un risarcimento danni di 1,2 milioni di euro .

Il libro edito dalla piccola casa editrice Cento Autori e scritto da 9 giornalisti campani è una autobiografia non autorizzata dell’ex sottosegretario all’Economia, Nicola Consentino: dal primo incarico politico da giovane come consigliere comunale di Casal di Principe fino al governo Berlusconi, che lo ha visto sottosegretario all’Economia e Commissario del Pdl in Campania.

Ieri il giudica Anna Giorgia Cerbone, della sezione specializzata in materia di proprietà intellettuale del Tribunale di Napoli, si è riservata di decidere nei prossimi giorni sulle sorti del volume. Nella stessa sede sono state riformulate anche le conclusioni da parte degli avvocati di Giovanni Cosentino, che dopo la richiesta di rinvio concordata lo scorso 5 aprile, ieri mattina hanno deciso di non richiedere più il risarcimento economico di 1,2 milioni di euro. L’accusa mossa dai familiari di Cosentino verte sul danno all’immagini che libro conferisce non solo alla famiglia, ma anche alle aziende di loro proprietà.

Pietro Valente, amministratore delle Edizioni Cento Autori, ha dichiarato subito dopo l’udienza di ieri che “il Casalese” è “la migliore e più realistica immagine di una certa Italia ostaggio di subculture politiche”. Gli autori del libro sono 9 giornalisti professionisti partenopei: Massimiliano Amato, Corrado Castiglione, Arnaldo Capezzuto, Peppe Papa, Ciro Pellegrino, Giuseppe Grimaldi, Antonio Di Costanzo, Luisa Maradei e Vincenzo Senatore. Ogni penna ha scritto un capitolo diverso del libro, mentre la postfazione è curata da Gianni Cerchia, professore associato di storia all’Università del Molise.

Il volume è già alla terza ristampa e la richiesta di distruzione e ritiro delle copie, nonché il risarcimento economico, ha sollevato un polverone mediatico che ha varcato i confini dell’Italia con una vera mobilitazione che ha portato a letture pubbliche del libro. Il popolo della rete si è mosso nei giorni scorsi per una raccolta di firme online, in segno di solidarietà nei confronti degli autori e dell’editori. Manifestazioni di solidarietà sono arrivate anche dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e dal sindaco Luigi de Magistris.