Ciao Lucio

Alle volte le cose accadono così, improvvisamente senza che tu possa porre rimedio. Ieri mattina è morto Lucio Dalla e a Napoli sono tutti un po’ tristi, perché in fondo Lucio per questa città era un figlio adottivo.
Amava Napoli e la città lo ha ripagato con tutto il suo amore. Veniva spesso in città, per riposarsi, per ispirarsi o per godersela semplicemente, lui che disse “quando mi parlano di bellezza penso a Napoli“.
Una città bella ma anche contraddittoria, così come è sempre stato lui. Poeta e musicista, artista eclettico ed anche acuto osservatore della realtà circostante. Lui che, dall’esordio al grande pubblico nel lontano 1971 proprio al Festival di Sanremo, ha visto cambiare l’Italia e la sua gente. Mai presenzialista, eppure sempre presente sul panorama artistico italiano. Dalla musica, al teatro, passando per la direzione di una galleria d’arte contemporanea nella sua Bologna. Lucio però in tutto questo da fare, riusciva anche a pensare alla nostra città ricordandola ed omaggiandola in molte delle sue canzoni.

Era il lontano 1986, quando un “mare luccicante ed un vento che tirava forte”, incantarono il cantautore vittima di un guasto alla barca che lo costrinse ad un soggiorno obbligato a Sorrento. Parole immortali che manifestarono tutta la passione di Lucio per la musica napoletana. Da quel momento ci si convinse quasi che la tradizione napoletana avesse trovato un nuovo successore. Dopo tutto come non immaginarsi il contrario, Lucio Dalla da amante della musica non avrebbe potuto far altro che amare anche la canzone napoletana, per secoli simbolo indiscusso della grande tradizione musicale italiana nel mondo. Amava a tal punto Napoli, da desiderare un giorno di diventarne cittadino. E pensare che a San Gregorio Armeno era già pronta la sua statuetta, realizzata come regalo per quel compleanno che non festeggerà mai, il prossimo quattro Marzo. Appassionato di calcio, tifoso del Bologna, ma anche appassionato del Napoli e legato in modo particolare allo stadio San Paolo, dove suonò nel 1979 durante il tour memorabile “Banana Republic” insieme a Francesco De Gregori intonando in un tripudio di folla la celebre “Addio a Napoli” e dove tornò l’ultima volta nell’ Agosto del 2007 in occasione del “Trofeo Birra Moretti”.

Oltre Caruso, ci sono le collaborazioni con Roberto Murolo, Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio, che nella sua “Napule” canta proprio con Sal Da Vinci, Gigi Finizio e Lucio Dalla, inserito in quella canzone, nella galleria degli uomini illustri della città di Napoli, al pari di Totò. C’era un feeling speciale, sottile e venato di romanticismo, tra Lucio e Napoli, un legame che resterà per sempre impresso nei cuori di tutti i napoletani, ai quali ieri mattina si è stretto il cuore quando si è diffusa la notizia della sua tragica scomparsa. Lucio adesso non c’è più, è volato in alto nel Paradiso degli artisti. Forse adesso chissà, sarà proprio seduto insieme a Totò, Eduardo e Carosone che insieme lo staranno ringraziando per tutto quello che di bello e di buono ha fatto per la loro città, pur non essendoci nato. A Sorrento hanno deciso di dedicargli quel famigerato approdo nel quale attraccò nell’ottantasei, doveroso omaggio ad un’artista che ha amato tanto quei luoghi rendendoli immortali. Forse sarebbe il caso di fare lo stesso anche qui a Napoli. Dare il nome di Lucio ad un luogo della città, in modo da legare per sempre la sua memoria a quella di Napoli e soddisfare anche se solo in parte il suo desiderio di diventare cittadino napoletano. Un posticino piccolo, senza clamori e caos e perché no, magari proprio vicino al mare. Ciao Lucio, la tua stella continuerà a splendere sulla tua amata Napoli, che puoi starne certo, non ti dimenticherà mai.