Napoli, la Procura chiede il processo per Lavezzi

Niente dribbling, scatti fulminei, assist per i suoi compagni di squadra, né tanto meno gol: la prossima partita Lavezzi sarà costretto a giocarla in difesa. Nessuna emergenza per Mazzarri in vista della sfida di domenica contro il Siena, ma una vicenda che esula dal campo di gioco: la Procura di Napoli ha, infatti, chiesto di processare l’asso azzurro, con l’accusa di lesioni. La vicenda risale a oltre un anno fa, alla notte tra il 14 e il 15 dicembre del 2010 (vigilia della decisiva sfida di Europa League tra Napoli e Steaua Bucarest, con Lavezzi assente per infortunio), quando l’attaccante argentino fu coinvolto in una lite per viabilità, dopo che con il suo Suv aveva tamponato l’auto con a bordo un gruppo di ragazzi; una delle persone coinvolte nell’incidente ha accusato il Pocho e il suo amico, l’imprenditore Marco Iorio (già in carcere per riciclaggio di denaro sporco), di averlo aggredito.

Nella ricostruzione fatta dal pubblico ministero, Giuseppe Cammarota, l’argentino sarebbe sceso dalla macchina per far da paciere tra Iorio e il gruppo di ragazzi che occupavano l’altra vettura; subito dopo però, Lavezzi avrebbe malmenato una delle vittime con calci e pugni. La Procura ha chiesto di processare anche Marco Iorio: per lui oltre all’accusa di lesioni c’è anche quella di calunnia.

Il giorno successivo all’episodio, si sarebbe, infatti, recato in Questura per denunciare i ragazzi per minacce e percosse: la sua versione dei fatti però non ha ritrovato riscontri. Ora a decidere se rinviare a giudizio o meno Lavezzi e Iorio dovrà essere il giudice per l’udienza preliminare: l’idolo del San Paolo sarà assistito dagli avvocati Maurilio Prioreschi e Carlo Rodella. L’argentino era stato interrogato dal pm Cammarota lo scorso marzo: in quell’occasione il Pocho aveva asserito di non aver aggredito nessuno e aveva anche dichiarato di non riconoscere i giovani coinvolti nell’incidente.

Il legame tra Lavezzi e Marco Iorio è stato sottoposto ad approfondimenti da parte dei magistrati napoletani anche nell’altra vicenda che vede coinvolto l’imprenditore: il calciatore è stato, infatti, interrogato nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio che vede coinvolto, tra gli altri,anche l’ex capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani.