Il Comune pensa di cedere il San Paolo a De Laurentiis

“Quando il San Paolo sarà mio, potrò decidere come vendere i biglietti”: è bastata una frase detta dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a dare il via alle discussioni sulla possibilità di cedere l’impianto di Fuorigrotta al produttore cinematografico. D’altronde il feeling del patron azzurro con la nuova amministrazione comunale e soprattutto con il sindaco De Magistris, è sotto gli occhi di tutti: dopo le polemiche all’inizio della campagna elettorale per l’endorsement di De Laurentiis a favore di Lettieri, con l’avvento a Palazzo San Giacomo dell’ex pm i rapporti si sono rinsaldati e ora presidente e sindaco camminano (non solo metaforicamente) a braccetto.

Il San Paolo in primo piano nel loro rapporto, con i lavori di ristrutturazione dell’impianto e dell’area che lo circondano che stuzzicano l’appetito del proprietario del Napoli. Finora si era parlato della possibilità di procedere a una radicale trasformazione dello stadio o in alternativa alla costruzione ex-novo di un nuovo impianto: dopo le frasi di De Laurentis nel post Napoli-Bayern Monaco però qualcosa è cambiato.

Lo si capisce anche dalle dichiarazioni rilasciate dall’assessore allo Sport del comune di Napoli, Pina Tommasielli, ai microfoni di Radio CRC: “L’ipotesi di cedere il San Paolo a De Laurentiis è oggetto di discussione intenso nell’assessorato e con il sindaco. È presto per dire come si evolveranno le cose, ma sto studiando minuziosamente questa eventualità. È presto per parlare di De Laurentiis come proprietario del San Paolo, ma lo stadio ha bisogno di essere rifatto perché questa squadra ha bisogno di avere uno stadio europeo. Con il patron azzurro abbiamo in comune l’obiettivo di restituire alla città uno stadio decente”. L’assessore ha poi precisato come al momento l’unico interlocutore per la cessione del San Paolo sia De Laurentiis: “La trattativa andrà chiusa tra il Comune di Napoli e il presidente azzurro, non esistono altri attori”.

Le dichiarazioni dell’assessore Tommasielli, unite a quelle del presidente del Napoli, disegnano il quadro di una ipotesi tutt’altro che campata in aria: la casa del Napoli, il teatro che ha visto le magie di Maradona, l’inferno della Serie C e la gioia della risalita potrebbe presto cambiare proprietà.