Fotostoria dell’ex manicomio Leonardo Bianchi: un viaggio attraverso la follia

Guardandolo dall’esterno non si direbbe affatto. È un bellissimo palazzo antico: finestre alte, spazi squadrati. Un ampio giardino lo circonda: siepi, alberi e piante foltissime. Tutto attorno mura spesse ed interminabili che quasi impediscono di vederlo. Eppure l’istituto Leonardo Bianchi è stato un manicomio fino al 1983 quando, come imposto dalla legge Basaglia, se ne iniziò la dismissione. Le sue fattezze esterne tradiscono il tentativo di nascondere il diverso, di costringere la follia entro mura alte e spesse, stando ben attenti che il mondo circostante non ne sia troppo disturbato. Ma dall’interno tutto cambia: la realtà dei manicomi italiani era ben diversa da come poteva sembrare. Metodi di cura inadeguati, cruenti ed inumani, condizioni di vita pessime che avrebbero condotto alla follia anche un sano. L’archivio dell’ex ospedale psichiatrico per fortuna non è andato perduto: si compone di circa 60mila fascicoli che raccolgono cartelle cliniche, registri, verbali e regolamenti dai quali si evince chiaramente che l’obiettivo primario era la repressione, l’occultamento e non certo la cura.

Per non dimenticare, gli studenti di fotografia e fotogiornalismo dell’associazione culturale UPnea, presenteranno oggi, venerdì 24 giugno, “Mad in Italy”, una mostra al limite tra il documentario e la denuncia che racconta il Leonardo Bianchi, la sua storia e la storia dei pazienti, segregati e marchiati. Il titolo della mostra, che sarà incentrata su 11 pannelli ed altrettanti reportage, sottolinea proprio questo aspetto: la follia era un marchio che attestava il fallimento di un “controllo qualità”.

L’evento si terrà a partire dalle ore 20.30 al Dejavu di Pozzuoli e durerà fino a tarda notte: oltre alla mostra, infatti, ci sarà uno spettacolo di Burlesque e Jan Lim, esperto di cucina cinese, delizierà i presenti con alcuni piatti tipici che saranno offerti agli spettatori intervenuti. La serata, inoltre, proseguirà con alcuni ospiti musicali: Giovanni Block con i Masnada e Gianni Rallo, dj napoletano. Divertimento e cultura si fondono in un appuntamento con la storia che si prospetta ricco di emozioni di ogni tipo.