Incubo strade: ben quattro incidenti su cinque sono provocati dalle “buche killer”

Napoli, secondo una recente statistica dei danni provocati dal dissesto idro- geologico, concorrerebbe al titolo di città piu’ “incidentata” d’ Italia. La nostra metropoli, infatti, supera del sessanta per cento la media nazionale di cadute e incidenti causati da “buche killer”.

Automobilisti e centauri napoletani, stanchi di finire in solchi profondi come voragini,  chiedono al comandante dei vigili urbani, Luigi Sementa, un serio e minuzioso monitoraggio delle strade e delle arterie della città per cercare di risolvere la piaga “buche killer” .
Le verifiche del manto stradale costituiranno la  priorità della polizia municipale, unitamente agli interventi in caso di incidenti stradali e al supporto per la viabilità ordinaria.

Antonio Coppola, direttore dell’ Aci, fautore della manutenzione stradale, dichiara che gli introiti derivanti dalle sanzioni inflitte agli automobilisti potrebbero essere reinvestiti invece di essere destinate ad attività “amministrative”. Per Coppola la situazione “buche killer” a Napoli è ben nota al Comune. Quindici giorni fa, infatti, l’ amministrazione ha varato un corposo piano di “recupero” del manto stradale, reso possibile da un finanziamento della Regione. Molte delle strade che attualmente rappresentano un pericolo per automobilisti e pedoni verranno riasfaltate a breve. Il caso piu’ eclatante, accaduto negli ultimi giorni,  riguarda una vettura dei carabinieri rimasta in panne dopo aver affrontato una profonda buca stradale a Fuorigrotta. L’auto è stata prontamente soccorsa da un carro attrezzi, mentre uno dei militari è stato sottoposto alle cure dei medici per un colpo di frusta alla schiena.

La piaga delle “buche killer”  è un grave problema per l’ amministrazione comunale, costretta dal tribunale a pagare pesanti ammende a decine di cittadini danneggiati. Solo nell ‘ ultimo anno le delibere della giunta hanno stabilito il risarcimento per oltre centosessanta vittime di dissesti stradali. I dati in possesso dell’ amministrazione, tuttavia, non sono completamente attendibili a causa della mancata segnalazione da parte di una consistente fascia di cittadini incidentati. Chi non denuncia il danno subìto fa sì che il Comune acquisisca dati solo parziali senza essere in grado di delineare una mappatura completa delle zone maggiormente colpite dal dissesto idrogeologico.

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