Studente morto a Napoli: indagati i due amici

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I due amici di Samuele, lo studente di Viareggio morto a Napoli sabato scorso, sono indagati.

Le indagini per la drammatica vicenda accaduta in un hotel del capoluogo, ai danni di uno studente ventenne originario di Torre del Lago, Viareggio, proseguono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo.

I due compagni di stanza del ragazzo sono indagati per omissione di soccorso e cessione di stupefacenti.

Il decesso è avvenuto, infatti, in seguito ad un mix di alcool e sostanze stupefacenti; i soccorsi, inoltre, non sono stati chiamati tempestivamente.

Come già ipotizzato, l’ambulanza è stata chiamata solo alle sei del mattino, mentre Samuele è stato colpito dal malore mortale intorno alla mezzanotte.

In albergo, per giunta, erano presenti due infermieri che avrebbero potuto salvare la vita della povera vittima.

scampia

I tre erano in gita a Napoli da due giorni, uno dei ragazzi avrebbe acquistato della droga presso una delle piazze di spaccio di Scampia, per poi cederla a Samuele. Già frastornato dall’alcool, questi aveva fatto ritorno al Magri’s hotel di via Galileo Ferraris, nei pressi della stazione centrale di Napoli, poco prima della mezzanotte di venerdì scorso. Aveva assunto le sostanze stupefacenti, probabilmente di qualità infima, e il malore sarebbe giunto nel giro di pochi istanti.

I due, sperando che il compagno si riprendesse, l’avrebbero messo a letto e solo alle sei del mattino avrebbero deciso di chiamare l’ambulanza. I soccorsi non hanno potuto fare altro che costatare il decesso.

La ricostruzione è stata eseguita dalla polizia e dal pm Maria Laura Lalia Morra.

Attualmente le indagini proseguono, si è alla ricerca dello spacciatore di Scampia che ha venduto la dose letale a uno dei ragazzi.

I genitori, avvisati dell’accaduto il giorno stesso, hanno raggiunto Napoli da Torre del Lago, la frazione di Viareggio in cui Samuele viveva e frequentava un istituto d’arte.

L’autopsia è prevista per la giornata di domani, ma i primi esami eseguiti dai medici legali avvalorano la tesi degli inquirenti.