Caravaggio e Leonardo contaminati dai rifiuti: Iannaccone espone a Fonoteca


Ci vuole ogni tanto un po’ d’ironia per mandare giù la cronaca della telenovela sui rifiuti, questo deve aver pensato Marco Iannaccone mentre preparava «Plastic Art trash» la mostra visitabile alla Fonoteca (via Morghen 31, a Napoli) fino al 24 gennaio.
Gli scatti realizzati ci mostrano in modo originale il degrado ambientale a partire dalla cronaca più recente come i crolli agli scavi di Pompei, il percorso fotografico di Marco Iannaccone può essere considerato un viaggio ironico, attraverso i secoli della storia dell’arte internazionale.

«Un excursus nei capolavori artistici della nostra tradizione culturale – racconta il giovane artista – opere d’arte che tutti conosciamo, ma con un ”Addio, mia bella Napoli!”, un omaggio alla bellezza di questa città ingabbiata e soffocata dall’immondizia, da rifiuti che non risparmiano nemmeno la sirena Partenope».

Perché Caravaggio e Leonardo?
Perché il fotografo produce delle rivisitazioni di alcune loro importanti opere, e non solo.
«Una terra malata, un mare invivibile. Tutte le creature – dice Iannaccone – anche quelle mitologiche, ritornano per aprirci gli occhi. Ofelia di Millet, fotografata su una spiaggia piena di spazzatura. Poi le “due Frida” dell’artista messicana Frida Kalho: un cuore gettato nei rifiuti, perché “il cattivo amore è immondizia”. Il viaggio prosegue con il Caravaggio, la “Medusa pietrificata”, che ha tra i capelli brandelli di sacchetti e serpi, con il “Narciso del Percolato”, che si specchia in uno stagno inquinato, ed ancora con una “Giuditta Killer Trash” e con il “Il ragazzo colpito dal tamarro”. La “Gioconda” di Leonardo si trasforma in “Munnez Lisa” e la “Venere” di Botticelli in “La Venere del putridume”: la ieraticità di questi capolavori lascia il posto a forme ricoperte di sacchetti di spazzatura, immancabile tra le dita del “Rifiuto Universale” e nel “Cristo contaminato”.


Chi è Marco Iannaccone?

paganese di nascita e napoletano d’adozione, è nato alla fine degli anni ’70. Si è avvicinato alla fotografia a 12 anni durante un corso di fotografia. Dopo la passione la formazione tecnica con corsi di fotografia analogica e digitale alla Nigma fotografi di Napoli e alla scuola di fotografia “Riccardo Bauer” di Milano.Ha preso parte a varie mostre collettive sia a Napoli che in altre città italiane. Nel 2010 ben quattro le mostre al suo attivo tra Napoli (con patrocinio del comune di Napoli e del sindaco) e Roma. Ha pubblicato delle proprie opere su riviste nazionali ed internazionali.

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