Carcere Santa Maria Capua Vetere, detenuto pestato: “Ho ancora paura”

Un detenuto ha deciso di raccontare i momenti di terrore avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere a causa dei ripetuti pestaggi

Pestaggi carcere
Polizia Penitenziaria (foto pagina Facebook Polizia Penitenziaria)

Mi hanno ucciso di mazzate. Così raccontò ai carabinieri un detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Ieri sono stati emessi più di 50 misure cautelari nei confronti di altrettanti agenti e ufficiali della Polizia Penitenziaria del carcere, accusati di aver pestato violentemente i detenuti dopo la rivolta del 6 aprile 2020.

L’Ansa riporta la testimonianza di un detenuto che ha denunciato l’accaduto poco dopo. Il 10 aprile fu libero di uscire per andare agli arresti domiciliari in un comune Casertano. Fu in quell’occasione che denunciò tutto ai carabinieri.

Eventi terribili quanto inaspettati perché ha raccontato che con gli agenti della Penitenziaria in servizio i rapporti sono sempre stati buoni. Le denunce raccontano di violenze inaudite, pestaggi, detenuti spogliati a lasciati per ore in piedi davanti alle brandine.

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Carcere Santa Maria Capua Vetere: “Qualcuno si è fatto la pipì addosso”

Carcere (Getty Images)

Dopo i fatti del 6 aprile 2020 le cose cambiarono radicalmente. Quel giorno i detenuti si ribellarono impossessandosi delle chiavi di sei sezioni, occupandole, dopo un caso di contagio di Covid. La situazione tornò alla normalità solo quando ebbero la promessa che sarebbero stati fatti tutti i test.

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Qualche detenuto in quelle ore di violenze si è fatto la pipì addosso, racconta il detenuto di cui non si conosce il nome e che ha detto di essere sceso dal primo piano a quello interrato con pugni, calci e manganellate. Dopo più di un anno dai fatti dice di aver ancora paura e dopo le misure di ieri di sentirsi sollevato perché aspettava da tempo. Ma nonostante la paura ha voluto denunciare: “Non potevo non farlo ma altri compagni impauriti non l’hanno fatto”. I magistrati stanno lavorando a diverse ipotesi di reato, dalla tortura ai maltrattamenti fino al depistaggio e il falso.