Agguato a Casoria, Antonio Giarnieri fu vittima di uno scambio di persona

A Casoria Antonio Giarnieri lo scorso luglio fu ucciso a 19 anni. Le indagini hanno ricostruito i fatti a arrestato il killer

Camorra
Emergono importanti rivelazioni da parte di un pentito (Foto via social)

Le indagini dei carabinieri in questi undici mesi non si sono mai fermate e ora hanno trovato una verità. Il 19enne Antonio Giarnieri, ucciso con quattro colpi di pistola l’8 luglio 2020 a Casoria, nel Napoletano, fu vittima di uno scambio di persona. I militari del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna hanno arrestato il presunto assassino, Tommaso Russo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Russo è anche accusato di tentato omicidio di un minorenne. Quella sera con la vittima c’era anche un minore che rimase ferito.

Le indagini hanno portato all’arresto anche di un’altra persona, Ciro Sannino, indiziata per estorsione aggravata con il metodo mafioso. Quest’ultima accusa pende anche su Russo per due diversi episodi di cui uno sarebbe stato portato a compimento. La vittima quella sera doveva essere un camorrista nell’ambito della lotta per il controllo dei traffico di droga nel parco Smeraldo di Casoria. Antonio Giardiani è stato scambiato per il reale obiettivo ed è morto innocentemente.

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L’agguato dove il giovane morì avvenne proprio nel parco Smeraldo. Secondo la ricostruzione il killer scese da un’auto, guidata da un’altra persona, a aprì il fuoco. Secondo gli inquirenti Russo quella sera d’estate agì in quanto uomo del gruppo criminale con a capo Salvatore Barbato, ora detenuto per estorsione, e che sarebbe contiguo con il clan Moccia.

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Gli episodi estorsivi per i quali gli arrestati sono indiziati, uno sarebbe stato perpetrato ai danni di uno spacciatore, segno di volontà del clan di imporre la propria egemonia sulle attività illecite. Un altro a un uomo sottoposto agli arresti domiciliari ai quali fu imposto di pagare 500 euro con tanto di aggressione nei suoi confronti e della moglie.